LA STANZA DI RODINSKY
Se vogliamo individuare uno dei più formidabili catalizzatori di storie, cerchiamolo in quello che non c’è. Magari scomparso lasciando tracce invitanti e inquietanti. Nel 1980, in una sinagoga sconsacrata dell’East End londinese, viene aperta dopo undici anni la stanza di David Rodinsky, ebreo di origini russe, studioso e matto, custode e golem, straccione e cabalista, scomparso nel nulla sul finire



