Recensioni Satisfiction propone la prima recensione “interattiva”. Funziona cosí: se la critica di Satisfiction ti convince a comprare il libro, ma dopo averlo letto ritieni che l’entusiasmo di Satisfiction ha deluso le tue aspettative, invia una mail a redazione@satisfiction.me che spieghi perché il libro che Satisfiction ti ha segnalato non era veramente “imperdibile e assolutamente da leggere”: Satisfiction ti rimborserà il prezzo di copertina.
Ito Ogawa /
In Giappone la lingua del cibo è forse persino più complicata di quella parlata. Inutile credere di averla capita solo perché ci siamo abituati a mangiare sushi. Non è così. E ce ne renderemo conto non leggendo un libro di cucina, ma Il ristorante dell’amore ritrovato di Ito Ogawa. La protagonista Ringo, una giovane ragazza che ama cucinare ci accompagna
Jennifer Egan /
Dai racconti dell’età del jazz, a quelli del post-punk. Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan è un singolare romanzo, viaggio sentimentale e generazionale – de-generazionale, devo-lution di chi a 30 anni tatuava cinismo su pelle e ora, rugosa e mutata, ma carica di nostalgia, rilegge quel passato che paradossalmente non voleva aveva avere un futuro. Pulitzer meritato, dà
Massimo Gardella /
Da un po’ di tempo accadono cose strane in riva al Ticino. Nuove tribù di pescatori e trafficanti che arrivano dall’Est presidiano il territorio. Il loro unico obiettivo sembrerebbe la cattura e la rivendita di esemplari dell’orrido pesce siluro (che si è rapidamente diffuso in quelle acque eliminando sistematicamente il resto della fauna ittica di quei luoghi) ma forse c’è
Friedrich Nietzsche /
Con il V vol. dell’Epistolario 1885-1889 Adelphi termina la sua edizione delle lettere di Nietzsche. Sono le conclusive, quelle dell’istrione “Dioniso”, che ha dentro il caos “per mettere al mondo una stella danzante”, parole che si potevano leggere sui muri della Sorbona nel ’68. Oliver Clément vi trovò motivi più che sufficienti per spodestare Marx da quegli eventi e mettere
Federico Platania /
Le ossessioni come metafora della contemporaneità. Muro, argine, blocco per quella vita che i più definiscono “normale” – casa, lavoro, famiglia, figli- ma, anche (ed è questo che fa congelare il sangue) unica ragione per poter esistere, andare avanti giorno dopo giorno ogni giorno uguale a quello prima e non diverso dal domani. Federico Platania – romano, classe 1971, al
Georges Perec /
Per quanto ne abbia l’aspetto, il parigino Café de la Mairie (Place St. Sulpice n.8) non è un bar qualunque. Dentro c’è passata gente come Saul Bellow, William Faulkner… E Georges Perec. Che nell’ottobre del ‘74 si piazzò per tre giorni a uno dei tavolini, e dintorni, nelle vesti di sismografo metropolitano in pelle umana. Annotando tutto quanto vedeva. St.
Enrico Pandiani /
Immaginate un Lino Ventura meno duro di lineamenti. Io il commissario Jean-Pierre Mordenti (l’accento sulla i non c’è, ma va assolutamente pronunciato) lo vedo così. Sbirro tosto, che ne ha viste molte, che non ha paura, ma che non diventa mai cinico perché non può rinunciare ad avere un cuore (e qualche volte, malgré lui, a subirlo). Eccolo – e
Sarah Bradford /
Se ne stava appollaiata su un albero, nel parco del Treetops Hotel in Kenia, a guardare gli animali. Era il mattino del 6 febbraio del 1952. Negli stessi istanti, a Londra, il segretario di Giorgio VI entrava nella camera del monarca. Aprì le tende per svegliarlo o lo trovò morto: una trombosi aveva stroncato il re balbuziente (quello del
Victor Serge /
Figlio di esuli politici russi rifugiati in Belgio, Victor Serge (il cognome anagrafico era Kibalcic) conobbe sin da piccolo la miseria che portò alla morte il suo fratellino Raoul. Crebbe assetato di giustizia, con dentro un “bisogno di assoluto” che trasfuse nella fede rivoluzionaria. Fu anarchico nei primi anni del Novecento e venne incarcerato a Parigi, poi accolse la Prima
Robert Frost /
Buona parte del Novecento ha abituato il lettore a pensare che la poesia sia faccenda complessa e che il vero poeta debba rendere la comprensione, se non impossibile, quantomeno ardua. Così davanti a versi che, senza ostentarla, portano con sé la semplicità del discorso sensato viene quasi istintivo diffidare. E forse è questo, ben radicato, luogo comune contro la poesia
Sujatha Fernandes /
È un libro sull’hip hop scritto da un’assistente di Sociologia alla New York City University, nonché autrice dei libri Cuba Represent! Cuban Arts, State Power, and the Making of New Revolutionary Cultures e Who Can Stop the Drums? Urban Social Movements in Chávez’s Venezuela: insomma un punto di vista leggermente fuori fuoco per quanto riguarda l’aspetto subculturale del genere. Cioè
Jorge Real /
Jorge Real è detenuto nel carcere spagnolo di Córdoba, e nel 2009, a cinquantanove anni, ha concluso la stesura del voluminoso Il volo del silenzio, scegliendo la forma del romanzo per lasciare al lettore “la libertà di giudicare quanto vi sia di vero o di inventato”. L’alter ego di Jorge Real è David, ragazzo di strada nella Caracas degli anni
John Le Carré /
John le Carrè è al centro di un equivoco. Sì, scrive libri che possono sembrare di “genere”. Ma che per la qualità della scrittura (eccelsa), per l’indagine psicologica, la capacità di costruire un mondo, la capacità di renderlo esemplare della condizione umana, non si fermano lì, alla suspense, al brivido freddo, all’azione – che nei suo romanzi è poca e
James M. Cain /
Che cos’è un soprano di coloritura? James M. Cain (Il postino suona sempre due volte è il suo libro più famoso) lo fa spiegare a un direttore d’orchestra e riconosciuto maestro di canto, il signor Treviso: un soprano di coloritura è una serpe e una stronza, e nel caso di Veda, la ragazza di cui si sta parlando, è anche
Riccardo Bertoncelli /
Vi sarà sicuramente capitato di pensare, almeno una volta nella vita, che vi sarebbe piaciuto nascere in un’altra epoca, in un altro momento storico, in un altro luogo. Ebbene a me sarebbe piaciuto avere 18 o 19 anni tra il 1965 e il 1966, quando la musica che girava intorno, quella suonata soprattutto dalle giovanissime generazioni, tra Londra e San
Santiago Gamboa /
Morte di un biografo è una ragnatela di storie. Una ragnatela “boccaccesca”: perché non manca l’erotismo; e perché, al posto della Firenze assediata dalla peste, c’è una Gerusalemme sferzata dalla guerra. È lì, nella Città Santa, in un futuro non troppo lontano, tra obici e granate, che si svolge il congresso di biografi a cui è inopinatamente invitato un anziano
Rocco Carbone /
Ogni viaggio conduce al ritorno. Ogni separazione porta con sé un riavvicinamento. Avvenimenti, persone, luoghi, sembrano distrarci, trascinarci fuori strada, fare della nostra esistenza una lenta e rovinosa digressione. Poi, quando meno ce l’aspettiamo, tutto semplicemente torna a posto, magari in un ordine diverso da come l’avevamo lasciato. Persino il dolore, la morte, la sconfitta, devono arrendersi al trionfo della vita, proprio
Bernard Friot /
Per insegnanti e genitori leggere significa, tranne rare eccezioni, affrontare un romanzo anche breve. Questo atteggiamento è corretto per bambini e ragazzi che sono abituati alla pagina scritta, ma questa categoria di lettori non ha problemi anche se l’aiuto competente degli adulti è sempre necessario. Molto importante, invece, è cercare di avvicinare al libro coloro che lo ignorano. Diventano allora
Paolo Sortino /
Sfida all’irrealtà del nostro reale il notevole esordio di Paolo Sortino con “Elisabeth” (Einaudi) opera letteraria che nasce affondando lo sguardo dentro la storiaccia nera del caso Fritzl (Austria, 1984, un padre che molesta, sequestra e violenta la figlia diciottenne Elisabeth nel suo bunker-cantina, per 24 anni, migliaia di stupri, sette figli, uno nato morto e bruciato nel forno del
Antonio Tabucchi /
Donna di Porto Pim è uno dei libri più fragili del nostro Novecento, e una delle svolte fondamentali nell’opera di Tabucchi. A una prima lettura può sembrare un semplice quaderno di viaggio o una raccolta di prose brevi, ma la “saudade” che permea ogni pagina e l’intreccio di diversi stili e piani narrativi formano un viaggio a sé, e raccontano