Andrea Lombardi /
Nel 2011 la casa d’aste Artcurial metteva in asta un piccolo lotto di trentasei lettere scritte da Louis-Ferdinand Céline al chirurgo Dottor Alexandre Gentil (1878-1949), suo amico e corrispondente negli anni dell’esilio in Danimarca di Céline dal 1945 al 1948. Sconosciuto anche ai ricercatori céliniani più esperti e inedito, questo carteggio rivela molti dettagli della quotidianità di Céline e Lucette
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Louis Destouches si arruolerà il 28 settembre 1912, con ferma triennale, nel 12eme Régiment Cuirassiers (12° Reggimento Corazzieri) di stanza a Rambouillet, nel dipartimento degli Yvelines nella regione dell’Île-de-France. Il 12eme “Cuir” era un’unità scelta, con una lunga tradizione militare risalente al 1668: creato da Luigi XIV per suo figlio quale Régiment “Dauphin-Cavallerie”, fu rinominato 12° Reggimento di Cavalleria nel
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Di seguito, l’eccezionale intervista della giovane giornalista Madeleine Chapsal (nella foto) a Louis-Ferdinand Céline, pubblicata su L’Express n° 312 del 14 giugno 1957: come in altre occasioni, al di là dei temi toccati, sin dalle prime battute sarà Céline a condurre l’intervista, portandola sui binari di una vertiginosa invettiva che non dà – e soprattutto non chiede – quartiere. Andrea
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Nel 1947 Louis Ferdinand Céline, dopo aver appreso dallo scrittore Albert Paraz che Jean-Paul Sartre, nel suo Portrait d’un antisémite (apparso su Les Temps Modernes nel dicembre 1945, e nell’ottobre 1947 ripreso da Gallimard nel volume Rèflexions sur la Question juive), aveva scritto: “Se Céline ha potuto sostenere le tesi socialiste dei nazisti, è perché era pagato”, scriverà in risposta
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Lo Schloss Sigmaringen, residenza degli Hoehnzollern dall’anno Mille; il “Castello dei rifugiati”, politici, miliziani e intellettuali francesi Collaborazionisti, lì riparati nel 1944 dopo lo sbarco Alleato in Francia: tra loro Louis-Ferdinand Céline e Abel Bonnard, romanziere, saggista, membro dell’Académie Française e Ministro dell’Educazione a Vichy; condannato a morte e poi graziato, preferì restare esule e morì in Spagna nel 1968.
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In questa intervista del 1969 di Philippe Djian l’ultima moglie di Céline e sua fedele compagna, Lucette Almansor, tuttora vivente e custode dell’opera letteraria del marito, parla dei temi e della complessità della (ri)scrittura del romanzo Rigodon, della loro odissea dalla Germania sotto le bombe all’esilio danese, dell’ostilità di Sartre e dell’amicizia di Marcel Aymé e del suo Céline intimo.
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Primavera 1959 Quando si arriva davanti alla casa di Louis Ferdinand Céline a Meudon, la prima cosa che si nota è questa insegna: [Lucette Almansor, Danza Classica, NdC]. Lucette Almansor è la moglie di Louis Ferdinand Celine. Ha attraversato con lui una serie di sofferenze. Lei sa che è difficile vivere con un genio. Nascosta tra le foglie, c’è la