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Hotel Pincio

Le camere oscure dell’arte.
Tommaso Pincio.

Tommaso Pincio ci porta tra le stanze del suo personale albergo di letture.

Wolfson
Tommaso Pincio /

Wolfson

È un libro duro, crudele, di una crudeltà folle. O forse soltanto folle. Il titolo dice molto, quasi tutto, e vale la pena trascriverlo per intero, nella sua insensata lunghezza: Mia madre musicista è morta di malattia maligna a mezzanotte tra martedì e mercoledì nella metà di maggio mille977 nel mortifero Memorial di Manhattan. Ci dice, per cominciare, che è

Aldous Huxley
Tommaso Pincio /

Aldous Huxley

Se ne andò così: consapevole che la sua ora era giunta, Aldous Huxley chiese alla seconda moglie, la torinese Laura Archera, di somministrargli 100 microgrammi di LSD per via intramuscolare. Espresse questo ultimo desiderio per iscritto, perché il cancro all’esofago ormai non gli consentiva più di parlare. Nonostante le perplessità del medico che prestava assistenza, Laura non esitò a praticargli

L’eredità di Edgar Allan Poe
Tommaso Pincio /

L’eredità di Edgar Allan Poe

Tommaso Pincio “Ritratto di Edgar Allan Poe con le spalle rivolte al sublime”, 2011, olio su tavola, cm. 65 x 60 «Siete bravo quasi quanto il Dupin di Edgar Allan Poe. Non pensavo che nella vita reale esistessero persone simili» commenta ammirato il dottor Watson nelle prime pagine del romanzo che inaugurò la fortunatissima serie di Sherlock Holmes. Così, con

Paz
Tommaso Pincio /

Paz

A quei tempi «fumetto» era quasi una parolaccia. I graphic novel non li avevano ancora inventati, non dalle nostre parti perlomeno. Ciò nonostante era proprio questo che volevamo fare: disegnare storie con nuvole parlanti. Le anatomie dei supereroi erano più sublimi di Michelangelo, dicevamo. Alla prof di storia dell’arte prendeva il coccolone quando ci sentiva parlare così. Noi ce ne

Il curioso caso di Benjamin Button
Tommaso Pincio /

Il curioso caso di Benjamin Button

Francis Scott Fitzgerald se ne andò il 21 dicembre 1940 stroncato da un attacco cardiaco. Lasciò incompiuto un romanzo nel quale si era gettato a capofitto per via di certe amarezze. Tre anni prima si era trasferito a Hollywood per unirsi alla nutrita schiera di scrittori in cerca di soldi facili. L’idea lasciò perplesso Billy Wilder, suo amico e grande

L’innocenza degli oggetti
Tommaso Pincio /

L’innocenza degli oggetti

Nella logica delle arti visive, l’oggetto è perlopiù trovato, un object trouvè. Compare in scena come per incanto, se non per maleficio. È là dove non dovrebbe essere e non fa quel che dovrebbe fare. Silente e incongrua, la sua presenza sembra tendere a un unico scopo: lo spaesamento. La sua fissità enigmatica risveglia terrori e tremori primitivi; s’impone con

Diario minimo dei ritratti # 10
Tommaso Pincio /

Diario minimo dei ritratti # 10

. «Il primo giorno nel Vuoto lo passò così: un altro giorno che se ne andava. Compose mentalmente un haiku e poi rimase in contemplazione del nero dell’universo lasciando che il giorno trascorresse nella sua onnipotenza. ZZZZZZZZZZZZStelle parole… ZZZZZZZZZZZZStelle che mi parlate ZZZZZZZZZZZZNon vi capisco» da Lo spazio sfinito

Diario Minimo dei Ritratti #9
Tommaso Pincio /

Diario Minimo dei Ritratti #9

«Fu uomo solitario, bizzarro, schivo non per timidezza, ma per una sorta di disdegno, di furore, di irrisione. Era nato a Pico, un borgo aspro, un poco banditesco, tra Roma e Napoli, ma poi era andato a vivere a Sanremo, dove poteva indulgere al suo grande e violento vizio, il gioco, che visse con ira e devozione dostoevskiane. Nella letteratura

Sick City
Tommaso Pincio /

Sick City

A suo tempo, Tony O’Neill è stato un musicista. Lo è stato prima di scoprirsi scrittore. Lo è stato finché la tossicodipendenza non gli ha lasciato spazio per altro, diventando la sua principale se non unica occupazione. Lo è stato sullo scemare degli anni 90 in qualità di tastierista per Kenickie e Marc Almond. Lo è stato anche all’alba del

Respirazione artificiale
Tommaso Pincio /

Respirazione artificiale

Accade di rado che nel corso di una lettura si abbia la sensazione di vivere un’esperienza fondamentale, di leggere cioè un libro che porteremo per sempre con noi. E più si procede nel nostro percorso di lettori, più invecchiamo, più rare si fanno le folgorazioni. Non dubito che se avessi letto Respirazione artificiale quindici o vent’anni fa il mio destino

22/11/’63
Tommaso Pincio /

22/11/’63

«Lasciamo dunque che gli attori vengano introdotti in modo placido; osserviamoli mentre si dedicano alle normali attività d’ogni giorno, non funestati da presentimento alcuno, contenti del mondo in cui vivono; e nella calma di questo ambiente, lasciamo che l’elemento sinistro faccia capolino, dapprima inavvertito e quindi con maggior virulenza, fino al possesso completo della scena». Questa ricetta per la costruzione

Utopiales
Tommaso Pincio /

Utopiales

Tommaso Pincio “Studio per un ritratto di Jules Verne colto dallo sconforto nel sottomarino Nautilus dopo aver scoperto che una mongolfiera lo ha preceduto nel suo viaggio verso la Luna” (2012) varia materia su carta cm. 51 x 45,5 [da Una visita a Jules Verne di Edmondo de Amicis, testo apparso per la prima volta in "Nuova Antologia" n. 150,

Urania
Tommaso Pincio /

Urania

[Pochi giorni fa è occorso il sessantesimo anniversario dell'uscita del primo numero di "I romanzi di Urania". Per celebrare l'evento, un breve stralcio da un saggio dedicato alla diffusione della fantascienza in Italia. La versione integrale è pubblicata nel terzo volume dell'Atlante della letteratura italiana a cura di Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà] […] È alla mitica «Urania» che dobbiamo

Diario minimo dei ritratti
Tommaso Pincio /

Diario minimo dei ritratti

“Il grande problema è finalmente risolto! L’aria, non meno della terra e dell’oceano, è stata soggiogata dalla scienza, ed è destinata a diventare pratica e conveniente via di comunicazione. L’Atlantico è stato attraversato in pallone! E senza difficoltà – senza gravi e imminenti rischi – con perfetto controllo della macchina – nel tempo, incredibilmente breve, di settantacinque ore da una

Ray Bradbury.
Tommaso Pincio /

Ray Bradbury.

In molti lo ricorderanno come uno scrittore di fantascienza. L’ultimo grande maestro di un genere che, seppure volto per vocazione al futuro, sembra ormai consegnato al passato, a un secolo, il Ventesimo, in cui i bambini potevano ancora sognare di fare l’astronauta, da grandi. Ma Ray Bradbury non era affatto uno scrittore di fantascienza. Da bambino sognava di fare il

L’ottavo giorno.
Tommaso Pincio /

L’ottavo giorno.

Fragile come un infante è un romanzo ai suoi inizi. Ha bisogno di cure, di protezione. Il geloso riserbo tipico dello scrittore da poco al lavoro su una nuova storia si spiega appunto così: un nonnulla può rivelarsi fatale e troncare un’idea sul nascere. Il riserbo, per esempio, con cui Thorton Wilder scrisse alla sorella Isabel per preannunciarle che un

Bullet Park.
Tommaso Pincio /

Bullet Park.

Talvolta gli incipit dei romanzi tutto sembrano fuorché l’inizio di una storia. Più che incipit sono dichiarazioni d’intento, parole così volutamente estranee al ritmo convenzionale della narrativa che è difficile non leggervi la chiave di una confessione in codice dell’autore. Bullet Park inizia proprio così: «Dunque, vorrei davanti a me un quadro con su dipinta una stazioncina, dieci minuti prima

Stoner.
Tommaso Pincio /

Stoner.

La vita fu oscura. Anzi, più che oscura, fu grigia, poco movimentata, per nulla memorabile. La si può riassumere con una manciata di parole senza tema di omettere alcunché di saliente. John E. Williams nacque nel 1922, in Texas. I nonni svolgevano un’attività molto comune in quelle zone; erano contadini. Il patrigno aveva un modesto impiego di custode presso un

L’antirealtà.
Tommaso Pincio /

L’antirealtà.

Stando a un vecchio mito circolante tra gli scrittori, ci sarebbero romanzi che reclamano d’essere scritti. Vale a dire, romanzi in cerca d’autore. Questo genere di romanzi, il cui grado di diffusione non è dato conoscere, risparmierebbe agli scrittori l’incombenza per nulla secondaria di trovare un buon argomento intorno al quale imbastire una storia. In pratica funzionerebbe così: lo scrittore

Salinger l’invisibile.
Tommaso Pincio /

Salinger l’invisibile.

Jerome D. Salinger si è spento all’età di novantuno anni. Nel precipitarsi a darne notizia, i giornali di tutto il mondo, per la fretta, hanno diffuso false informazioni. Hanno detto, per esempio, che Salinger è nato un certo giorno a New York ed è morto ieri l’altro in una località del New Hampshire. Inesatto. Ma bisogna capirli: è quello che