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Hotel Pincio

Le camere oscure dell’arte.
Tommaso Pincio.

Tommaso Pincio ci porta tra le stanze del suo personale albergo di letture.

Zona d’interesse
Tommaso Pincio /

Zona d’interesse

Nel luogo più oscuro del secolo breve, Martin Amis era già stato. La prima volta nel 1991, con La freccia del tempo, dove la vita di un medico nazista che ha prestato servizio in un lager era raccontata a ritroso, in un turbinare di cambi di identità e scorribande erotiche. C’era poi tornato nel 2000 in altra maniera, dando conto della sua prima

Il Moby-Dick di Fatica
Tommaso Pincio /

Il Moby-Dick di Fatica

Moby-Dick nella rinnovata versione di Ottavio Fatica. Ne vale la pena? Forse no, se si ha l’abitudine di sdegnare le traduzioni in favore dell’originale. Eppure se le parole pesano e ci emozionano – e in Moby-Dick pesano ed emozionano tantissimo – non è per le cose che esse indicano, ma per come sono giunte ad assumere quel certo significato, per come si sono

Ritratto dell’attore da giovane
Tommaso Pincio /

Ritratto dell’attore da giovane

Qual­cuno ha detto che gli scrit­tori non si disco­stano mai dal libro d’esordio. Jerome D. Salin­ger sem­bre­rebbe esserne la dimo­stra­zione: siamo nel gen­naio 1940, l’uomo che avrebbe domi­nato la scena let­te­ra­ria ame­ri­cana dell’immediato dopo­guerra sta per com­piere il ven­tu­ne­simo anno di età quando dalla rivi­sta «Story» gli comu­ni­cano che un suo rac­conto è stato accet­tato e verrà pub­bli­cato a breve. Mal­grado gli piac­cia

La guerra di Amis
Tommaso Pincio /

La guerra di Amis

Si ricorda un tempo, un’età dell’oro in fondo non lon­tana, in cui la cri­tica let­te­ra­ria godeva di grande con­si­de­ra­zione in Inghil­terra. Domi­nava le con­ver­sa­zioni nei pub e nei bar. La pos­si­bi­lità che la cri­tica non fosse stret­ta­mente neces­sa­ria per i destini della let­te­ra­tura non infi­ciava, anzi ali­men­tava il con­vin­ci­mento che fosse indi­spen­sa­bile per l’umanità. Ovvia­mente all’origine di tutto c’era un

Wolfson
Tommaso Pincio /

Wolfson

È un libro duro, crudele, di una crudeltà folle. O forse soltanto folle. Il titolo dice molto, quasi tutto, e vale la pena trascriverlo per intero, nella sua insensata lunghezza: Mia madre musicista è morta di malattia maligna a mezzanotte tra martedì e mercoledì nella metà di maggio mille977 nel mortifero Memorial di Manhattan. Ci dice, per cominciare, che è

Aldous Huxley
Tommaso Pincio /

Aldous Huxley

Se ne andò così: consapevole che la sua ora era giunta, Aldous Huxley chiese alla seconda moglie, la torinese Laura Archera, di somministrargli 100 microgrammi di LSD per via intramuscolare. Espresse questo ultimo desiderio per iscritto, perché il cancro all’esofago ormai non gli consentiva più di parlare. Nonostante le perplessità del medico che prestava assistenza, Laura non esitò a praticargli

L’eredità di Edgar Allan Poe
Tommaso Pincio /

L’eredità di Edgar Allan Poe

Tommaso Pincio “Ritratto di Edgar Allan Poe con le spalle rivolte al sublime”, 2011, olio su tavola, cm. 65 x 60 «Siete bravo quasi quanto il Dupin di Edgar Allan Poe. Non pensavo che nella vita reale esistessero persone simili» commenta ammirato il dottor Watson nelle prime pagine del romanzo che inaugurò la fortunatissima serie di Sherlock Holmes. Così, con

Paz
Tommaso Pincio /

Paz

A quei tempi «fumetto» era quasi una parolaccia. I graphic novel non li avevano ancora inventati, non dalle nostre parti perlomeno. Ciò nonostante era proprio questo che volevamo fare: disegnare storie con nuvole parlanti. Le anatomie dei supereroi erano più sublimi di Michelangelo, dicevamo. Alla prof di storia dell’arte prendeva il coccolone quando ci sentiva parlare così. Noi ce ne

Il curioso caso di Benjamin Button
Tommaso Pincio /

Il curioso caso di Benjamin Button

Francis Scott Fitzgerald se ne andò il 21 dicembre 1940 stroncato da un attacco cardiaco. Lasciò incompiuto un romanzo nel quale si era gettato a capofitto per via di certe amarezze. Tre anni prima si era trasferito a Hollywood per unirsi alla nutrita schiera di scrittori in cerca di soldi facili. L’idea lasciò perplesso Billy Wilder, suo amico e grande

L’innocenza degli oggetti
Tommaso Pincio /

L’innocenza degli oggetti

Nella logica delle arti visive, l’oggetto è perlopiù trovato, un object trouvè. Compare in scena come per incanto, se non per maleficio. È là dove non dovrebbe essere e non fa quel che dovrebbe fare. Silente e incongrua, la sua presenza sembra tendere a un unico scopo: lo spaesamento. La sua fissità enigmatica risveglia terrori e tremori primitivi; s’impone con

Diario minimo dei ritratti # 10
Tommaso Pincio /

Diario minimo dei ritratti # 10

. «Il primo giorno nel Vuoto lo passò così: un altro giorno che se ne andava. Compose mentalmente un haiku e poi rimase in contemplazione del nero dell’universo lasciando che il giorno trascorresse nella sua onnipotenza. ZZZZZZZZZZZZStelle parole… ZZZZZZZZZZZZStelle che mi parlate ZZZZZZZZZZZZNon vi capisco» da Lo spazio sfinito

Diario Minimo dei Ritratti #9
Tommaso Pincio /

Diario Minimo dei Ritratti #9

«Fu uomo solitario, bizzarro, schivo non per timidezza, ma per una sorta di disdegno, di furore, di irrisione. Era nato a Pico, un borgo aspro, un poco banditesco, tra Roma e Napoli, ma poi era andato a vivere a Sanremo, dove poteva indulgere al suo grande e violento vizio, il gioco, che visse con ira e devozione dostoevskiane. Nella letteratura

Sick City
Tommaso Pincio /

Sick City

A suo tempo, Tony O’Neill è stato un musicista. Lo è stato prima di scoprirsi scrittore. Lo è stato finché la tossicodipendenza non gli ha lasciato spazio per altro, diventando la sua principale se non unica occupazione. Lo è stato sullo scemare degli anni 90 in qualità di tastierista per Kenickie e Marc Almond. Lo è stato anche all’alba del

Respirazione artificiale
Tommaso Pincio /

Respirazione artificiale

Accade di rado che nel corso di una lettura si abbia la sensazione di vivere un’esperienza fondamentale, di leggere cioè un libro che porteremo per sempre con noi. E più si procede nel nostro percorso di lettori, più invecchiamo, più rare si fanno le folgorazioni. Non dubito che se avessi letto Respirazione artificiale quindici o vent’anni fa il mio destino

22/11/’63
Tommaso Pincio /

22/11/’63

«Lasciamo dunque che gli attori vengano introdotti in modo placido; osserviamoli mentre si dedicano alle normali attività d’ogni giorno, non funestati da presentimento alcuno, contenti del mondo in cui vivono; e nella calma di questo ambiente, lasciamo che l’elemento sinistro faccia capolino, dapprima inavvertito e quindi con maggior virulenza, fino al possesso completo della scena». Questa ricetta per la costruzione

Utopiales
Tommaso Pincio /

Utopiales

Tommaso Pincio “Studio per un ritratto di Jules Verne colto dallo sconforto nel sottomarino Nautilus dopo aver scoperto che una mongolfiera lo ha preceduto nel suo viaggio verso la Luna” (2012) varia materia su carta cm. 51 x 45,5 [da Una visita a Jules Verne di Edmondo de Amicis, testo apparso per la prima volta in "Nuova Antologia" n. 150,

Urania
Tommaso Pincio /

Urania

[Pochi giorni fa è occorso il sessantesimo anniversario dell'uscita del primo numero di "I romanzi di Urania". Per celebrare l'evento, un breve stralcio da un saggio dedicato alla diffusione della fantascienza in Italia. La versione integrale è pubblicata nel terzo volume dell'Atlante della letteratura italiana a cura di Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà] […] È alla mitica «Urania» che dobbiamo

Diario minimo dei ritratti
Tommaso Pincio /

Diario minimo dei ritratti

“Il grande problema è finalmente risolto! L’aria, non meno della terra e dell’oceano, è stata soggiogata dalla scienza, ed è destinata a diventare pratica e conveniente via di comunicazione. L’Atlantico è stato attraversato in pallone! E senza difficoltà – senza gravi e imminenti rischi – con perfetto controllo della macchina – nel tempo, incredibilmente breve, di settantacinque ore da una

Ray Bradbury.
Tommaso Pincio /

Ray Bradbury.

In molti lo ricorderanno come uno scrittore di fantascienza. L’ultimo grande maestro di un genere che, seppure volto per vocazione al futuro, sembra ormai consegnato al passato, a un secolo, il Ventesimo, in cui i bambini potevano ancora sognare di fare l’astronauta, da grandi. Ma Ray Bradbury non era affatto uno scrittore di fantascienza. Da bambino sognava di fare il

L’ottavo giorno.
Tommaso Pincio /

L’ottavo giorno.

Fragile come un infante è un romanzo ai suoi inizi. Ha bisogno di cure, di protezione. Il geloso riserbo tipico dello scrittore da poco al lavoro su una nuova storia si spiega appunto così: un nonnulla può rivelarsi fatale e troncare un’idea sul nascere. Il riserbo, per esempio, con cui Thorton Wilder scrisse alla sorella Isabel per preannunciarle che un