990x27_promo

P.A.Z.

Poetry Autonome Zone.
Lello Voce.
Rubrica dedicata a riflessioni su poesia, spoken music e poetry slam.

Quel “santino” di Pasolini
Lello Voce /

Quel “santino” di Pasolini

Partiamo da un aneddoto. Giorni fa ho provato, su Facebook, a dire, sinteticamente e apoditticamente come si confà a un ‘social’, la mia su Pier Paolo Pasolini. Pur essendo abituato a ricevere risposte aggressive ogni volta che provo a mettere in dubbio tutte le indiscutibili qualità di uno dei due santini ufficiali della sinistra Sinistra italiota (l’altro è Berlinguer, benignamente

Stagione di premi letterari: la prosa è uno Strega, ma la poesia è una Scimia che si chiama Tombo
Lello Voce /

Stagione di premi letterari: la prosa è uno Strega, ma la poesia è una Scimia che si chiama Tombo

La scimia (con una sola m) Tombo è la protagonista di un celeberrimo racconto di un celeberrimo irregolare delle nostre lettere, Tommaso Landolfi.  Di proprietà di due zittelle (con due t), Tombo di notte si scioglie dalla catena, fugge via dalla sua gabbia e va nel vicino convento dove, salita sull’altare, mimando il rito sacro, mangia ostie e beve vino, per giungere una

Filologia fa rima con malattia?
Lello Voce /

Filologia fa rima con malattia?

Ho appena terminato di leggere l’introduzione e alcuni degli apparati introduttivi di Poesia e Storia, coordinato da Niva Lorenzini e Stefano Colangelo uscito per la serie universitaria di Bruno Mondadori. Ovviamente mi riservo di dedicare più tempo e attenzione al tutto, ma un’osservazione mi piace farla subito, poiché si è imposta alla mia attenzione con forza. Il testo si propone

Di un giovane poeta chiamato Dubito e del suo respiro….
Lello Voce /

Di un giovane poeta chiamato Dubito e del suo respiro….

Ho conosciuto Alberto Feltrin, detto Dubito, quando ancora andava a scuola, nello stesso Liceo Artistico dove insegno io. Più che conoscerci ci siamo riconosciuti. Avevamo gli stessi difetti: fumavamo troppo, avevamo un insano e maniacale amore per la poesia e per la musica, sul palco tendevamo a urlare, a star sopra le righe, a far dell’arte, innanzi tutto, una faccenda

Imitazioni? No grazie
Lello Voce /

Imitazioni? No grazie

Hai voglia a provare a far finta di nulla e a dimenticare che l’Ytaglia è l’Ytaglia e che qua tutto accade in certo modo che una volta si sarebbe definito sciatto e provinciale, almeno ogni volta che LorSignori del mainstream ci mettono le loro manacce sopra. Questa volta tocca alla video-poesia. Sono ormai almeno tre lustri che nel mondo si

Capolavori? No, grazie! Canoni? Abbiamo già dato!
Lello Voce /

Capolavori? No, grazie! Canoni? Abbiamo già dato!

E’ stato pubblicato sul Giornale un lungo articolo di Pierfrancesco Borgia che, prendendo spunto dalla pubblicazione in Francia di A propos des chefs-d’oevre (Grasset) di Charles Dantzig, prova, secondo una formula-calco ahimè ben nota ed utilizzatissima dalla stampa specializzata italiota, a replicare il meccanismo, chiedendo a una serie di nuovi autori nostrani di killerare a loro volta grandi del passato.

E l’Itaglia è questa qua.
Lello Voce /

E l’Itaglia è questa qua.

Breve e conciso. Le cose stanno così: ciò che avviene è che ogni volta che si prova a far presente a chi occupa la totalità della sfera semiotica poetica, che la poesia può darsi anche oralizzata, la reazione coatta che ne consegue è che costoro strillino come aquile accusando l’altro di voler costituire gerarchie, di voler escludere chi preferisce scrivere

La critica (e l’antologista) ‘fuori di sé’
Lello Voce /

La critica (e l’antologista) ‘fuori di sé’

Che a criticare lo spoken word siano i poeti di derivazione simbolista, orfica, o crepuscolare c’è ovviamente poco da stupirsi. Anzi, da questo punto di vista, va loro riconosciuta la stessa coerenza che poi, platealmente, perdono quando, tenuti al guinzaglio dal proprio Narciso, salgono sul palco a pronunciare i loro versi. In un bellissimo saggio dedicato all’oralità in poesia, ormai

L’Italia dei “poetini”.
Lello Voce /

L’Italia dei “poetini”.

Nessuno se la prenda a male, ma questa è davvero l’Italia dei ‘poetini’. A gettare uno sguardo a ciò che fanno la maggior parte dei poeti delle nuove e nuovissime generazioni, almeno quelli più ‘visibili’, viene lo sconforto. Mentre nel resto del mondo la poesia si avventura su strade nuove, tenta di ritrovare il senso della propria esistenza, ricollocandosi nel

Manca la critica poetica.
Lello Voce /

Manca la critica poetica.

Il mutamento profondo e radicale che sta attraversando la poesia contemporanea, facendola rinascere come arte dell’orecchio, avrà indubbiamente più difficoltà ad essere recepito, compreso ed accettato se, accanto ai poeti, non saranno presenti i critici e gli storici.  Come ho già avuto modo di sostenere sul Verri, il problema è, però, di categorie analitiche che mancano: i critici sono soprattutto,

Chi di romanzo ferisce, di romanzo perisce.
Lello Voce /

Chi di romanzo ferisce, di romanzo perisce.

Per qualche tempo me ne sono andato in giro sui social network (sostanzialmente Facebook e Twitter) a spammare in giro frasi provocatorie contro il romanzo. Poi son rimasto nell’angolo, a vedere l’effetto che faceva… Ne ho dette di tutti i colori, sin che da un popolo di romanzieri e lettori di romanzi, abituato com’è a tenere il culo ben aderente

La poesia è un nome.
Lello Voce /

La poesia è un nome.

Parliamo un po’ di aggettivi e sostantivi… Che l’attributo “poetico” abbia sempre avuto una sua certa ‘allure’ prostituzionale è indubbio. Da tanto tempo ormai moltissime cose, che non hanno niente a che vedere con la ‘poesia’, sono ‘poetiche’. 
Sono poetici film, pièce teatrali e quadri, balletti e – ovviamente – romanzi e canzoni, ma sono poetici anche gol (quelli di

È Natale: il Corsera fa poesia!
Lello Voce /

È Natale: il Corsera fa poesia!

E’ proprio vero che le strade che menano all’Inferno sono lastricate di buone intenzioni. Sicuramente erano buone le intenzioni del Corsera nel lanciare una nuova collana di libri di poesia che si possono acquistare in edicola, insieme al quotidiano. E’ Natale e a Natale siamo tutti più buoni, tanto buoni da arrivare alla follia di pubblicare dei versi. Noi tutti

Poeti con la protesi (in chiave di violino)?
Lello Voce /

Poeti con la protesi (in chiave di violino)?

Recentemente, un bravo poeta, Valerio Magrelli, polemizzando con l’ipotesi che il premio Nobel della letteratura potesse essere assegnato a Bob Dylan è insorto, sostenendo che Dylan non è un poeta, poiché le sue parole sono accompagnate dalla musica, e dunque giocherebbe sporco, sarebbe un ‘poeta con la protesi’. Cito letteralmente: «proporre Dylan è un’idea insensata e pericolosa. Ha milioni di fan,

Lello Voce /

CERTI POETI SON ‘MUTI DI GUERRA’

È un po’ di tempo che in Italia è sempre più diffuso l’antropotipo del ‘poeta con posteggia’, come chiamano a Napoli l’orchestrina girovaga che allieta i pranzi in pizzeria.

Sia chiaro: non mi riferisco ai colleghi, e ce ne sono di eccellenti anche in Italia, che fanno spoken word, o spoken music. No. Mi tirerei la zappa sui piedi, è quello