Lello Voce /
Nessuno se la prenda a male, ma questa è davvero l’Italia dei ‘poetini’. A gettare uno sguardo a ciò che fanno la maggior parte dei poeti delle nuove e nuovissime generazioni, almeno quelli più ‘visibili’, viene lo sconforto. Mentre nel resto del mondo la poesia si avventura su strade nuove, tenta di ritrovare il senso della propria esistenza, ricollocandosi nel
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Il mutamento profondo e radicale che sta attraversando la poesia contemporanea, facendola rinascere come arte dell’orecchio, avrà indubbiamente più difficoltà ad essere recepito, compreso ed accettato se, accanto ai poeti, non saranno presenti i critici e gli storici. Come ho già avuto modo di sostenere sul Verri, il problema è, però, di categorie analitiche che mancano: i critici sono soprattutto,
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Per qualche tempo me ne sono andato in giro sui social network (sostanzialmente Facebook e Twitter) a spammare in giro frasi provocatorie contro il romanzo. Poi son rimasto nell’angolo, a vedere l’effetto che faceva… Ne ho dette di tutti i colori, sin che da un popolo di romanzieri e lettori di romanzi, abituato com’è a tenere il culo ben aderente
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Parliamo un po’ di aggettivi e sostantivi… Che l’attributo “poetico” abbia sempre avuto una sua certa ‘allure’ prostituzionale è indubbio. Da tanto tempo ormai moltissime cose, che non hanno niente a che vedere con la ‘poesia’, sono ‘poetiche’.
Sono poetici film, pièce teatrali e quadri, balletti e – ovviamente – romanzi e canzoni, ma sono poetici anche gol (quelli di
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E’ proprio vero che le strade che menano all’Inferno sono lastricate di buone intenzioni. Sicuramente erano buone le intenzioni del Corsera nel lanciare una nuova collana di libri di poesia che si possono acquistare in edicola, insieme al quotidiano. E’ Natale e a Natale siamo tutti più buoni, tanto buoni da arrivare alla follia di pubblicare dei versi. Noi tutti
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Recentemente, un bravo poeta, Valerio Magrelli, polemizzando con l’ipotesi che il premio Nobel della letteratura potesse essere assegnato a Bob Dylan è insorto, sostenendo che Dylan non è un poeta, poiché le sue parole sono accompagnate dalla musica, e dunque giocherebbe sporco, sarebbe un ‘poeta con la protesi’. Cito letteralmente: «proporre Dylan è un’idea insensata e pericolosa. Ha milioni di fan,
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È un po’ di tempo che in Italia è sempre più diffuso l’antropotipo del ‘poeta con posteggia’, come chiamano a Napoli l’orchestrina girovaga che allieta i pranzi in pizzeria.
Sia chiaro: non mi riferisco ai colleghi, e ce ne sono di eccellenti anche in Italia, che fanno spoken word, o spoken music. No. Mi tirerei la zappa sui piedi, è quello