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Azzurro a righe d’oro. Dante Isella e Wolfdietrich Schnurre. Parte II
Dario Borso /

Azzurro a righe d’oro. Dante Isella e Wolfdietrich Schnurre. Parte II

CELEST A RIGH D’OR   “Anmò vun!” fà el Robi. L’ost ghe impieniss el biccer. “Temp de rella, Gioan!” “Beh, cara lù,” el fà l’ost. “Per mì, se no gh’avessi vialter…” “Nun reporter della ‘nera’ semm foffa; i vocatt, ecco i client che te dovrisset avè.” “Bon quii! Vagh sotta, domà che te gh’abbiet ona licenza de vin. I sozzi!

Azzurro a righe d’oro. Dante Isella e Wolfdietrich Schnurre. I parte
Dario Borso /

Azzurro a righe d’oro. Dante Isella e Wolfdietrich Schnurre. I parte

Nel 1959 la casa editrice Feltrinelli acquistò i diritti di Eine Rechnung, die nicht aufgeht, raccolta di tredici racconti di Wolfdietrich Schnurre uscita l’anno prima in Germania, e li fece tradurre da Amina Lezuo Pandolfi. Per uno di essi però Valerio Riva, ideatore della collana in cui uscivano1, compì all’inizio del 1960 una scelta diversa: lo fece tradurre in milanese

Goffredo Parise. Gli americani a Vicenza
Dario Borso /

Goffredo Parise. Gli americani a Vicenza

1. Nella freschissima riedizione adelphiana de Gli americani a Vicenza, il curatore Domenico Scarpa afferma: «fu lo stesso Parise a dichiarare di aver composto il racconto nel 1956, benché la data debba probabilmente slittare di un anno. Ma accaddero di certo nel 1956 i fatti che lo ispirarono». In realtà i fatti che lo ispirarono accaddero di certo nel 1957

EUGENIO SCALFARI FÜR EWIG
Dario Borso /

EUGENIO SCALFARI FÜR EWIG

La recente polemica di Scalfari col costituzionalista Gustavo Zagrebelsky non è un episodio a sé, ma s’inserisce in un discorso dal giornalista iniziato il primo maggio scorso e svolto su «La Repubblica» in cinque tappe di livello teorico non usuale1: 1 maggio, autocitandosi: «La democrazia declina [...]. Il processo è ancora in corso ma un primo obiettivo è già stato

Parise. L’Adelphi e la bomba
Dario Borso /

Parise. L’Adelphi e la bomba

Sul supplemento domenicale del 17 agosto 2014 de “Il Sole 24 Ore”, presentando un inedito parisiano ebbi a scrivere: «Quando nel 1987 Cesare Garboli raccolse per Mondadori i racconti vicentini di Goffredo Parise, mutuò entusiasta il titolo dal maggiore, Gli americani a Vicenza, salvo poi nella prefazione non trattarne affatto, e men che meno filologizzare. Perciò ho cercato di supplire

Dio li fa e poi li accoppa.
Dario Borso /

Dio li fa e poi li accoppa.

  Anni fa Antonio D’Orrico sentenziò sul Corsera che il romanziere Robert “McLiam Wilson scrive come un dio”; mesi fa Wilson confidò in un’intervista al Corsera: “Comincio ad appassionarmi al giornalismo, mi dà disciplina. Sono diventato bravo”; giorni fa l’intervistatore di allora, Stefano Montefiori, sempre dal Corsera ha preannunciato “un pezzo strepitoso” di McLiam sulla Beat generation, uscito in effetti

Celaneggiando
Dario Borso /

Celaneggiando

   Lo psicanalista Mario Ajazzi Mancini con il saggio L’eternità invecchia (Orthotes ed.) ha completato il periplo filosofico del continente celaniano iniziato nel 2009 con A nord del futuro (Clinamen). Appena uscita è anche l’antologia poetica della germanista Anna Maria Carpi E io che intanto parlo (Marcos y Marcos), una cui sezione scritta vent’anni fa, “Compagni corpi”, testimonia di un serrato dialogo con Paul Ancel-Celan. Il

Brera Giovanni, paracadutista
Dario Borso /

Brera Giovanni, paracadutista

Chiamato in fanteria nel giugno 1940, il ventenne studente di scienze politiche Gianni Brera frequentò la scuola ufficiali a L’Aquila e a fine anno venne assegnato col grado di sottotenente di complemento al X Reggimento Regina di stanza a Barletta. Nel giugno 1941 superò gli esami attitudinali per entrare nella neocostituita Scuola Paracadutisti di Tarquinia, dove si presentò a inizio

Paul Pinocchio, il vento Lucignolo e il Grillo Frinente
Dario Borso /

Paul Pinocchio, il vento Lucignolo e il Grillo Frinente

Potenza dei topoi e più ancora degli archetipi: un diciottenne Celan scrisse questa poesia a Czernowitz (Buchenland) nell’estate del 1939, e tanto gli piaceva che, subito dedicata al suo primo amore, la pose nove anni dopo a inizio del suo primo libro (che ho tradotto e pubblicherò), La sabbia delle urne. Buona lettura. *   DRÜBEN   Erst jenseits der

Fora de ora di Nicola Polerti
Dario Borso /

Fora de ora di Nicola Polerti

   

Piccolo galateo in borgo
Dario Borso /

Piccolo galateo in borgo

Un grande illuminista tedesco (o illuminato, tanto da meritarsi l’epiteto di “mago del Nord”), Johann Georg Hamann, ebbe a dire che il titolo di un libro non è come l’insegna di un negozio che indica la mercanzia, ma il granello di senape da cui germina il libro intero – sempre ovviamente che titolo e dunque libro valgano davvero. Questo è

Paul Celan, in memoriam
Dario Borso /

Paul Celan, in memoriam

Oggi nasceva, a ventun anni scriveva   LES ADIEUX   Halblauter Falter der Sehnsucht: es trommelt die Nacht an die Kelche der Tulpen und alternde Wolken sind Wein!   Was soll mein Blut nun?   Tauben und Tau waren Leben. Tauben und Tau sind auch Tod… Ach Gräser, ihr Stengel der Sterne: was für ein Wind reißt euch fort?  

Goffredo Parise ritrovato
Dario Borso /

Goffredo Parise ritrovato

Nell’estate del 1948 un diciottenne Parise abbandonò sconsolato la pittura per aver visto alla Biennale di Venezia i quadri di Marc Chagall. Che il russo “trasparisse” comunque dalla sua scrittura, lo intuì presto Eugenio Montale recensendo il secondo romanzo parisiano, La grande vacanza (1953), senza rilevarvi però l’ascendente di un altro grande avanguardista, quel Georg Grosz che il Nostro già

Parise e Capote: un incontro quagliato?
Dario Borso /

Parise e Capote: un incontro quagliato?

Non compare in nessunissima bibliografia parisiana, mai citato da nessuno, eppure l’ho scovato. Sul modo, dico solo che la soddisfazione è pari alla fatica. S’intitola Visita al Bambolo, e uscì il 15 ottobre 1953 sul “Giovedì”, settimanale di fatti e di idee diretto da Giancarlo Vigorelli1.  # Mr. Truman Capote soggiorna a Taormina2, Capri, Ischia3, Ravello4, Portofino5 e qualche volta

Celan primo e ultimo
Dario Borso /

Celan primo e ultimo

Le due poesie di Paul Celan (Czernowitz, 23 novembre 1920-Parigi, 20 aprile 1970) qui tradotte in prima mondiale delimitano in modo emblematico l’itinerario poetico del loro autore. L’una appartiene a un quaderno consegnato all’amica Ruth Kraft nell’estate del 1944. Collocata all’inizio del quaderno e pubblicata poi come prima di una breve serie nel 1948 sul quotidiano zurighese “Die Tat”, la

Domenica è sempre domenica? 2
Dario Borso /

Domenica è sempre domenica? 2

Perché al Parente del 2003, quello cioè esordiente sul “Domenicale”, non piace più il Busi di “Nudo di madre” che invece nel 1998 aveva raccomandato a Mughini? Non si tratta solo di girotondi e comparsate televisive: in quell’anno e con quel libro Busi infatti virava in una direzione moderata, dopo le audacie sulla pedofilia al Costanzo show del 10 novembre

Due modi di ambulare in versi
Dario Borso /

Due modi di ambulare in versi

I. Eccezionalmente ieri mi sono fiondato alla Feltrinelli con un bersaglio preciso: il tomo secondo delle “Poesie”di Rilke (Gallimard Einaudi, 1995). Da tempo l’avevo perso, dall’estate in cui a Sierre tradussi il “Requiem per un’amica” (disponibile in rete). Assai poco freudiano in questo dacché non ci tenevo affatto, lo divenni in seguito, precisamente ierlaltro, allorché stimolato dalla poesia postata da

L’auto rossa
Dario Borso /

L’auto rossa

“I migranti”, romanzo breve (ma Arno Schmidt diceva: svelto) del 1952, narra di due profughi slesiani reinsediati da un paesino tedesco del nord a un altro del sud – due di dodici milioni più o meno vittime della stessa sorte[1]. Lei giovane vedova di guerra, lui meno giovane scrittore disoccupato: si incontrano, si amano (nel senso minore del termine), decidono

Un’analisi del voto
Dario Borso /

Un’analisi del voto

Nel 1955 Arno Schmidt era nei guai. Non che non ci fosse aduso (5 anni al fronte, 1 di prigionia, 4 da profugo e il resto da reinsediato), ma ora la novità: il tribunale di Treviri vuole trascinarlo alla sbarra per blasfemia e pornografia causa romanzo breve appena uscito (“Paesaggio lacustre con Pocahontas”). La cosa più opportuna è telare, almeno

Parise e Capote: un incontro mancato?
Dario Borso /

Parise e Capote: un incontro mancato?

Ne I veri nomi di Andrea De Carlo, il protagonista è un geniale sfigato di Quarto Oggiaro che svolta facendosi pagare da un editore finte interviste alle rockstar più inarrivabili. Lo conosco bene, era mio amico e lo rimane, solo che sta a Los Angeles dai primi anni Ottanta, allorquando dovette telare per motivi attinenti a quanto sopra. Mi è