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Clamoroso. Davide Steccanella ci rivela il falso scoop di “Oggi” sul caso Moro

pezzo vecchpezzo nuovoDavide Steccanella – avvocato penalista del Foro di Milano, da anni riconosciuto tra i massimi studiosi italiani degli Anni ’70, autore del recente “Gli anni della lotta armata. Cronologia di una rivoluzione mancata” (Bietti editore)”- rivela il falso “scoop” del settimanale oggi, ripreso da moltissimi quotidiani.  RAFFAELE FIORE NON HA MAI DICHIARATO CHE IN VIA FANI NON C’ERANO SOLO LE BR.

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E’ davvero una pessima pagina di giornalismo quella di cui si sono recentemente “macchiati” il noto settimanale OGGI (gruppo RCS) e la giornalista Raffaella Fanelli, ma vediamo cosa è accaduto.
Qualche giorno fa Il Fatto quotidiano, Il Messaggero e altri importanti quotidiani anticipano con grande enfasi un imminente scoop del settimanale OGGI (uscita annunciata: mercoledì 18 giugno) con il seguente titolo: “Caso Moro, l’ex brigatista rosso Fiore: “In via Fani non eravamo soli”.
La notizia, così come annunciata, presenta in effetti tutte le caratteristiche di un vero e proprio “colpo” giornalistico.
Su “Oggi”, usci proprio il 18 Giugno”, si legge:  “In Via Fani, noi BR non eravamo soli”, segue intervista a Raffaele Fiore, foto e occhielli con la avvertenza “testo e foto di Raffaella Fanelli”.
Quindi all’annunciato “non eravamo soli” si è aggiunta su OGGI la specificazione di non poco momento “noi BR”, insomma, a distanza di 35 anni, “finalmente” la confessione che fino ad oggi mancava ai vari “dietrologhi” del Caso Moro: uno del commando BR ammette che in effetti in via Fani c’erano anche persone estranee all’organizzazione armata.
L’intervista comincia col virgolettato di Fiore che costituisce lo scoop dell’articolo (giacchè il resto delle domande e risposte non fa che ripetere il trentennale canovaccio fino ad oggi sempre ribadito) “ C’erano persone che non conoscevo. Che non dipendevano da noi…che erano altri a gestire” “Chi ?” chiede la intervistatrice, “Fiore non risponde, ma quel giorno in via fani durante il sequestro del Presidente democristiano Aldo Moro evidentemente non c’erano solo brigatisti” chiosa la articolista.
Il resto della lettura dell’articolo lascia molto perplessi perché non solo Fiore non pare più collegarsi a quella clamorosa rivelazione iniziale, ma anche perché si notano evidenti disinformazioni storiche della intervistatrice che inserisce il nappista Buonoconto tra i brigatisti processati a Torino, posiziona via Montalcini “vicino” a Via Fani, dimentica che “lo svizzero” (così definito in altra parte dell’articolo) Lojacono ha scontato parecchi anni di carcere ecc.
In ogni caso quella iniziale dichiarazione virgolettata di Fiore crea il “caso” che viene subito ripreso da numerosi organi di informazione fino a che viene battuta la notizia ANSA secondo cui la Procura di Roma avrebbe a questo punto disposto la acquisizione della intervista a Fiore in attesa di una sua diretta audizione testimoniale.
Insomma lo scoop è tratto e sui principali social fioccano i commenti degli interessati a questi argomenti.
Le prime “crepe” allo scoop di OGGI giungono però quando dopo una breve ricerca su internet viene reperita una precedente intervista del 2009 a Fiore e sempre su OGGI e sempre a firma di Raffaella Fanelli dal titolo “le brigate rosse sono morte quegli anni da dimenticare” che ostenta a tutta pagina la medesima fotografia di Fiore che compare sulla nuova intervista del 18 giugno 2014, e che non è, si badi, di repertorio, ma mostra Fiore all’epoca della prima intervista del 2009, il che fa apparire strano che in occasione della seconda non ne sia stata scattata un’altra. Non solo, leggendo quella precedente intervista, ove ovviamente Fiore non dichiarava alcuna presenza “estranea” in via Fani, si leggono domande e risposte esattamente identiche a quelle che compaiono anche sul “nuovo” pezzo visto che Fiore ripete pari pari alla domanda su Ciancimino “Non so niente di tutto questo. Poi io ero dall’altra parte” e a quella su Andreotti “Giulio Andreotti era il presidente del consiglio e aveva una scorta inattaccabile”.
Quindi emerge l’uso di foto e brani della precedente intervista il che fa venire voglia di meglio capire le modalità con le quali si sarebbe svolta quella nuova intervista scoop.
Poche ore dopo Marco Clementi, storico e gestore del blog “Prima della Pioggia”, e Paolo Persichetti, ex brigatista e gestore del blog “Insorgenze”, riescono a contattare al telefono Raffaele Fiore, il quale riferisce loro che “la giornalista mi ha chiesto se i due situati nella parte superiore di via Fani fossero Lojacono e Casimirri. Ho risposto che non li conoscevo. Che i due che stavano sulla parte alta della via erano della colonna romana e dunque erano altri a gestirli».
Quindi ecco svelato il mistero del falso “mistero” per parafrasare quel celebre libro di Vladimiro Satta ex membro di una delle Commissione Moro, che ai tempi smentì, in modo inoppugnabile, qualsivoglia residuo di azzardi “dietrologhi”  sul “caso Moro”.
La giornalista di OGGI Raffaella Fanelli ha ricontattato uno dei membri del commando BR presente in via Fani che aveva precedentemente intervistato per il medesimo settimanale e tra una considerazione di carattere generale e l’altra sulla sua esperienza di brigatista, gli ha posto una precisa domanda sulla presenza (peraltro da tempo accertata) in via Fani di due brigatisti della colonna romana che il brigatista Fiore, proveniendo dalla colonna di Torino, non conosceva.
Quindi Raffaella Fanelli ha successivamente pubblicato ad inizio articolo la risposta virgolettata di Fiore a quella domanda ma senza riportarla aggiungendo il commento evidentemente non c’erano solo brigatisti per poi “mischiare” alcuni brani della nuova intervista con quella precedente rilasciata da Fiore nel 2009.
Chi ha poi confezionato il titolo sulla base della lettura di quella intervista ha fatto il resto inserendo quel “noi BR” che evidentemente Fiore non poteva aver pronunciato.
Ecco come è stato confezionato il “falso” scoop sul caso Moro, ed ora che la Procura di Roma ha chiesto la acquisizione del tutto cosa succederà ?
E l’Ordine dei giornalisti, vien da chiedersi, cosa ne pensa di un siffatto agire ?
                    
Davide Steccanella