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Recensioni Autore: Giulio Perrone / Rizzoli / pp. 255 / € € 18

Consigli pratici per uccidere mia suocera

Recensione di Maria Caterina Prezioso
Consigli pratici per uccidere mia suocera

Giulio Perrone è alla sua seconda prova. Nel 2015 sempre per la Rizzoli esce L’esatto contrario, un noir. Anche a Teatro il secondo giorno è sempre quello più difficile. Alla prima c’è adrenalina, aspettativa del pubblico e tensione degli attori, il regista dietro le quinte segue le battute, le luci, la musica. Un successo già essere riusciti ad andare in scena, un successo meritato. Il secondo giorno è invece complicato, un pubblico diverso, sono uscite le prime critiche, gli attori sono per certi versi distratti. Ebbene con Consigli pratici per uccidere mia suocera, Giulio Perrone è riuscito invece a trovare la sua voce, la sua chiave di scrittura che diventa per noi una chiave di lettura.

Con leggerezza, ma padronanza, Perrone ci narra la storia di Leo (mai una volta chiamato con il suo nome per intero). Leo è il ritratto del quasi quarantenne di buona famiglia, ma non troppo, con un lavoro che ama, ma mal retribuito, con una moglie, una amante, un padre ritrovato Dustin, una madre assente (sia nel romanzo che nella vita), perfino una terapista donna. Insomma Leo è il quadro vivente del nostro amato uomo dei giorni nostri. Incapace di decidere, di scegliere, di prendersi la responsabilità della propria vita.

Ambientato in una Roma di oggi, indifferente, caotica al punto giusto, ma anche capace di aprirsi in veloci immagini di interni di un piccolo condominio allo Scalo San Lorenzo. Una Roma sorniona dove gli scandali della politica lasciano il posto a malavitosi che per certi versi fanno perfino sorridere, il romanzo disvela il personaggio di Leo e la sua grande attitudine “la capacità di fuga” … Leo che sussurra al lettore “preferisco scappare piuttosto che discutere” riflette una tendenza che si è insinuata nel nostro modo di fare e di pensare. Leo a suo modo tenta di mettersi in discussione, ma è la vita che si insinua in lui che lo porta a prendere delle decisioni, a fare delle scelte.

Le sue donne Marta e Annalisa si vedranno ciascuna affidare la parte dell’altra … tornando al Teatro era uso (un tempo che fu) scambiarsi i ruoli … soprattutto nel Teatro di strada. Ebbene sia Marta che Annalisa possono provare il brivido di essere moglie e compagna ufficiale e poi diventare improvvisamente amanti. Marta e Annalisa sono in grado di recitare parti diverse, ma Leo no … ripete se stesso finché una mano fortunata al gioco inverte le sorti della storia.

Perrone affermato editore concede a Perrone autore una mano di gioco vincente. Leo Mameli lavora come lettore e qualche volta traduttore, un lavoro precario da quattrocento euro al mese, presso una famosa casa editrice anzi presso un famoso quanto folle editore di successo Enea Ranieri Malosi. Lo spaccato della realtà editoriale che ne esce è per certi versi impietoso, per altri surreale. Di certo Leo ama il suo lavoro e ha un sogno nel cassetto. Dall’altra il Malosi ha deciso di lanciare un suo libro ma ha bisogno dei suoi collaboratori per un finale incerto di partita … appunto “Consigli pratici per uccidere mia suocera” … e senza scomodare Samuel Barclay Beckett possiamo dire che questo romanzo varrebbe la pena che fosse messo in scena … una commedia teatrale che ci faccia ridere, ma anche pensare dei nostri vizi e delle nostre virtù. Molti i primi e pochini i secondi … ma come dicevo … il secondo giorno è sempre quello più difficile.