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Andrea Bruni contecatania

Critico cinematografico, redattore di “Nocturno”, ha collaborato per un paio di anni al Mereghetti, è stato a lungo Paladino dei cineblogger, e ha fondato, assieme a Lucarelli & C. “Incubatoio 16″ la prima web-zine dedicata al Nero (anno 1994); ha scritto per la Palumbo Editore una “Antologia di racconti dell’Orrore e dell’Assurdo”; ha tradotto con Simona Vinci, “Zeroville di Steve Erickson (Bompiani); ha provato col romanzo ed è venuto fuori “Sugli Sugli Bane Bane”.

Andrea Bruni su Satisfiction.me:

Omaggio a Silvana Mangano, inquieta Musa
Andrea Bruni /

Omaggio a Silvana Mangano, inquieta Musa

Se fossimo su di una rivista surrealista, anarcoidi buontemponi con l’ossessione per le classifiche, i cataloghi estetici, potremmo giocare a stilare un elenco delle più grandi attrici del Nostro cinema. A chi andrebbe il podio della vittoria? Ad Anna Magnani, lupa di razza superiore, gran divoratrice di altrui pellicole (come comprese, non senza amarezza, Pasolini dopo l’esperienza di “Mamma Roma”)?

Tra il Mito dei Nibelunghi e il bigolo di Pinocchio c’è Ken Russell
Andrea Bruni /

Tra il Mito dei Nibelunghi e il bigolo di Pinocchio c’è Ken Russell

Se nell’Olimpo dei Registi, caracolla baldanzoso un Dio rubizzo, con l’aria di un maturo Fauno dipinto dal Rubens, questi non può che essere Ken Russell… Il fin troppo rimosso papà di “Donne in Amore”, “I Diavoli”, e delle più scatenate (ed irresistibili) biografie che la storia del cinema mai abbia visto, sapeva benissimo di essere una Divinità pagana. Non a

Il cadavere ballò a mezzanotte
Andrea Bruni /

Il cadavere ballò a mezzanotte

Ai tempi aurei di Hollywood, quando poteva fregiarsi  del titolo di Nuova Babilonia, ogni Divinità, pretese i propri agnelli sacrificali. Alla Sacra Ecatombe non poteva certo rinunciare Dioniso che anzi si dimostrò il più avido di tutti: fra le sue vittime, immolato in una botte di vino come il Duca di Clarence nel “Riccardo III”, il mesmerizzate Re del Palcoscenico,

Storie di fantasmi giapponesi
Andrea Bruni /

Storie di fantasmi giapponesi

Incredibile. Incredibile pensare che nel Giappone, chiuso in aristocratico eremitaggio sino alla fine del Periodo Edo (cioè al 1868, anno che segna il volatilizzarsi politico dei potentissimi “Shogun” Tokugawa) il Cinema, la più giovani delle Arti, abbia floridamente attecchito sin dai primi del Novecento. E tutto grazie ad un ricco imprenditore tessile, Inabata Katsuraro, che in una delle prime esplorazioni

Metti una sera Polanski a cena
Andrea Bruni /

Metti una sera Polanski a cena

Sul set del Fellini Satyricon, nella primavera del 1969, si presentò Romolo Valli accompagnato da uno spaesato Roman Polanski abbracciato a Sharon Tate, la propria deliziosa moglie. - “Devi assolutamente tornare a Disneyland!”, disse il regista polacco al Maestro riminese. - “Cosa c’è di nuovo?”, fu la sua replica. - “Dei pirati, mi pare… Ci son già stato 3 o

A mezzanotte va, la Ronda del (Dis)piacere
Andrea Bruni /

A mezzanotte va, la Ronda del (Dis)piacere

Tinto Brass, persona squisita e raffinato teorico innamorato di Roland Barthes, perse la propria proverbiale bonomia un bel giorno del 1979, durante le riprese del famigerato “Opus Magnum” Caligula, il film più disconosciuto, rinnegato, sbertucciato della storia del cinema. Si doveva girare una scena in cui l’imperatore fresco di giornata (un Malcom McDowell, con ancora l’eyeliner dell’Alex di Arancia Meccanica)

Goebbels contro i sette nani
Andrea Bruni /

Goebbels contro i sette nani

C’era un volta, in paese lontano lontano che chiameremo America, un bizzarro giovane, umbratile per quanto fantasioso, di nome Walt Disney. Nel cuore pulsante di leggende della Sassonia, invece, ci fu ana bellissima nobildonna, Uta di Ballenstedt, nota come la Regina delle Nevi, sposa del locale margrovio Ekkehard di Meissen. L’incontro fra i due è una di quelle storie che

Chi giace nella culla della Grande Bestia?
Andrea Bruni /

Chi giace nella culla della Grande Bestia?

Donald Cammell, il Dorian Gray dell’anglosassone “Free Cinema”, nasce a Edimburgo, nel 1934. Suo padre, lo scrittore Charkes Richard Cammell è un esoterista attratto dagli esotici fumismi di Aleister Crowley, un tenore mancato che, dopo non essere riuscito a farsi accettare nei salotti buoni di Oscar Wilde e di William Butler Yeats aveva cominciato a far danni in giro per

Non è un carrozzone per il Grande Gatsby
Andrea Bruni /

Non è un carrozzone per il Grande Gatsby

“Freaks” (1932), accorato, stupendo, Peana al Diverso, firmato da Tod Browning, è capolavoro irto di misteri. A partire da come la “Metro-Goldwyn-Mayer” (no, ragazzi, la Metro! Mica, che so, quegli sfigati della Monogram) abbia potuto tenere a battessimo una “follia” del genere: dove era il potente e temuto Irving Thalberg, potentissimo Mastino della Metro? Resta il fatto che Tod Browning,

Er Pasola, Giacche Palance e la banda der Monco
Andrea Bruni /

Er Pasola, Giacche Palance e la banda der Monco

Il 30 novembre 1961, “Il Tempo” (giornale, in teoria, indipendente, ma schierato in realtà a destra) pubblica un articolo discretamente lurido: “Denunciato per tentata rapina Pier Paolo Pasolini ai danni dell’addetto di un distributore di benzina”. Il pezzullo da gogna è pure accompagnato da una immagine: il Poeta che imbraccia minaccioso una mitragliatrice. La notiziaccia si rivelerà poi, in una

Sei Nosferatu in cerca d’autore
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Sei Nosferatu in cerca d’autore

  Il cinema delle origini, quello dei pazzi e dei pionieri è una costante sorpresa: un sorridente vaso di Pandora. Sì, anche quello “pornografico”, prodotto per bordelli di lusso, negli anni beati in cui Apollinaire poteva avvinarsi ad una fanciulla in un boulevard parigino sussurrandole all’orecchio: “Signorina, non appena vi ho scorta folle d’amore, ho sentito i miei organi genitali

Karzan nella giungla dei Finzi Contini
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Karzan nella giungla dei Finzi Contini

Anno Domini 1972: Demofilo Fidani, raffinato medium prestato al cinema “alimentare” de noantri, si trova fra l’arrogante verzura del Giardino Botanico di Roma, per girare le scene da selva oscura di un improbabile “Karzan, il favoloso uomo della giungla”. E’ stanco, il buon Fidani (alias Miles Deem), soprattutto di girare un bolso “tarzaneide”, dopo anni di onorata professione nelle lande

Anche i (Vis)conti mangiano fagioli
Andrea Bruni /

Anche i (Vis)conti mangiano fagioli

Sinceramente: ma quanto di divertono i registi? Se già ai tempi della Grande Babilonia Sua Fetenzia Erich Von Stroheim (“l’uomo che amerete odiare”) si sollazzavano incastonando i propri confusi attori fra gli Arazzi insanguinati di orge austro-ungariche, l’hobby preferito di Stanley Kubrick era quello di mandar collaboratori al manicomio o, almeno, sul lettino di uno psicanalista vita natural durante… In

Nudi per Baudelaire (e per Chet Baker)
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Nudi per Baudelaire (e per Chet Baker)

Di quel genio irriverente che risponde al nome di Giulio Questi già vi ho parlato (ricordate il “beverone di Orson Welles”?). I geni, sovente, si annusano come cani da tartufo e finisce poi che vanno a vivere insieme in una bicocca spiritata (per esempio il n. 54 di Rue de Chateau, a Parigi, dove un cincischiato Jacques Prévert dettava sogni

Quando Veronica Lake uccise Adolf Hitler
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Quando Veronica Lake uccise Adolf Hitler

“A Hollywood non seppelliamo i nostri morti. Continuano a puzzare. Puzzeranno la settimana prossima a Cincinnati, a Londra e a Parigi, ed entro due anni puzzeranno alla televisione”, bofonchiava Billy Wilder dall’alto del suo trono di pelle nera. Difficile smentire il Maestro, ma è lecito sottolineare che nella rutilante Morgue della Grande Babilonia, alcuni cadaveri scompaiono, si dissolvono in una

Artaud e i mutandoni di Norma Desmond
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Artaud e i mutandoni di Norma Desmond

Esiste un “Cinema della Crudeltà”? Esiste cioè un cinema, per dirla con Artaud, che sia caratterizzato da “una estrema lucidità dello sguardo e un rigido controllo e sottomissione alle necessità”, sino a far sanguinare gli occhi, aggiungiamo noi? Eccome;  il “Cinema della Crudeltà” è una tangibile realtà: una lunga tradizione che, dagli allievi più dotati di D.W. Griffith- e ci

Il beverone di Orson Welles
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Il beverone di Orson Welles

Chi si ricorda di Giulio Questi? Possiam vedere il Nostro, baffettino dispettoso alla Tommaso Landolfi, ballare cheek cheek con la warholiana Nico nel catacombale affresco La dolce vita (1960) di Fellini, o sedurre con brama latina Moira Orfei in quell’altro affresco antropologico che risponde al titolo di Signore e signori  (1966) di Pietro Germi. Ma Giulio questi è anche colui

Stephen King e i canarini scoreggioni.
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Stephen King e i canarini scoreggioni.

Prendetevi una birra dal frigorifero e poi mettetevi qui, attorno a me che ne ho una di quelle buone da raccontarvi. Vi voglio parlare di Stephen King, il più grande “Raccontafiabe” dell’Occidente, come dice Antonio Faeti che è uno che di miti popolari se ne intende. Allora, tempo fa, dedicai un anno della mia vita a colui che ormai chiamo

Il Buono, il Brutto, il Cattivo. E il Marchese de Sade.
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Il Buono, il Brutto, il Cattivo. E il Marchese de Sade.

C’è un libro, più prezioso di un monile degli Zar. Ora questo libro appartiene al bolognese Pupi Avati, che prima di divenire il placido Vescovone del cinema italiano, di marachelle ne ha combinate. Per questo dobbiam tornare agli anni concitati e folli, eccitanti e tristissimi, di Thomas, gli indemoniati e di Balsamus l’uomo di satana, le sua scatenate opere d’esordio,

Per favore non toccate i vampiri!
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Per favore non toccate i vampiri!

Chi si ricorda di Bill Tytla? In pratica nessuno, a meno che non si sia topi da biblioteca specializzati in cartoon. Peccato, perché questo giovane di origini ucraine seppe dare una ventata di scabra fisicità alle zuccherine rotondità della Disnesy; fu, insomma, fra gli animatori della Factory del buon vecchio Walt, uno degli artisti più innovativi ed interessanti: ma Tytla,