Andrea Lombardi
Andrea è un cocktail IBA di mare, Céline, Villon, Jarry, Rimbaud, Bardeche, von Salomon, Orwell, Huxley, Vonnegut, de Boccard, Buzzati, Piero Ciampi, Pomponio Flato, una scorza di HPL, uno spruzzo di Port d’Amsterdam e tonnellate di gatti. Appassionato di storia militare e letteratura del 1900, è artefice del primo sito internet italiano sullo scrittore Louis-Ferdinand Céline, su cui ha pubblicato diversi saggi, come “Céline ci scrive. Le lettere di Louis-Ferdinand Céline alla stampa collaborazionista francese”, 1940-1944, prefazione di Stenio Solinas, Settimo Sigillo, Roma 2011.
Andrea Lombardi su Satisfiction.me:
Andrea Lombardi /
Gerhard Heller, vero amante della cultura francese e antinazista, “censore che si batté perché i libri fossero pubblicati, militare – suo malgrado – che chiuse gli occhi sulle attività della Resistenza intellettuale, un tedesco attaccato al suo popolo ma affascinato dalla cultura francese”, fu a capo del Reparto Propaganda tedesco a Parigi (sezione Letteratura), negli anni dell’Occupazione tedesca (1940-1944). Da
Andrea Lombardi /
In Céline si ritrovano le stimmate caratteristiche dei grandi scrittori, le persecuzioni da parte di coloro che nel loro quieto vivere si sentono irritati da uno spirito anticonformista e polemico, l’inappagato desiderio di totale libertà per una meditazione in solitudine lontano dagli ambienti in cui tutte le classi sociali, aristocratiche e proletarie, perseguono con avidità gli stessi miseri privilegi, la
Andrea Lombardi /
Pubblichiamo un estratto di una lunga intervista di Émeric Cian-Grangé a Éric Mazet, tra i più brillanti studiosi céliniani. In questi passi Mazet affronta in maniera decisamente controcorrente alcuni “temi caldi” della biografia di Céline; pochi sanno infatti come Céline agli inizi degli anni ’30 paventasse l’espandersi del nazismo e del fascismo in Europa, come confidò più volte ad alcune
Andrea Lombardi /
In occasione dei cento anni di Lucette Almansor, ballerina e terza moglie di Louis-Ferdinand Céline, eterna custode della sua memoria e della sua opera letteraria, pubblichiamo questa intervista del 1998 per Un siécle de ecrivains: Intervistatore: Quando avete conosciuto Céline? Lucette Almansor: Tempo fa. Molto tempo fa. Ritornavo dall’America, avevo lasciato l’Opera Comica e mi allenavo con un grande istruttore
Andrea Lombardi /
Arletty, nome d’arte dell’attrice Léonie Marie Julie Bathiat (nata da famiglia operaia a Courbevoie nel 1898 e morta nel 1992), fu una delle più care amiche di Céline e della sua ultima moglie Lucette Almansor, frequentando abitualmente la loro casa di Meudon. Attrice teatrale e cinematografica (lavorerà con Jean Choux, Michel Simon, Ludwig Berger, Jacques Prévert, Erich von Stroheim…), ebbe
Andrea Lombardi /
Durante l’occupazione tedesca di Parigi, il Colonnello delle SS Hermann Bickler ebbe l’incarico di sorvegliare le personalità francesi della città, conoscendo così un gran numero di esponenti della cultura francese del periodo, tra i quali Louis-Ferdinand Céline. Di seguito un ricordo inedito in Italia degli incontri tra l’alto ufficiale nazista e un Céline tra il maledetto e il bohèmienne:
Andrea Lombardi /
Nel 2011 la casa d’aste Artcurial metteva in asta un piccolo lotto di trentasei lettere scritte da Louis-Ferdinand Céline al chirurgo Dottor Alexandre Gentil (1878-1949), suo amico e corrispondente negli anni dell’esilio in Danimarca di Céline dal 1945 al 1948. Sconosciuto anche ai ricercatori céliniani più esperti e inedito, questo carteggio rivela molti dettagli della quotidianità di Céline e Lucette
Andrea Lombardi /
Louis Destouches si arruolerà il 28 settembre 1912, con ferma triennale, nel 12eme Régiment Cuirassiers (12° Reggimento Corazzieri) di stanza a Rambouillet, nel dipartimento degli Yvelines nella regione dell’Île-de-France. Il 12eme “Cuir” era un’unità scelta, con una lunga tradizione militare risalente al 1668: creato da Luigi XIV per suo figlio quale Régiment “Dauphin-Cavallerie”, fu rinominato 12° Reggimento di Cavalleria nel
Andrea Lombardi /
Di seguito, l’eccezionale intervista della giovane giornalista Madeleine Chapsal (nella foto) a Louis-Ferdinand Céline, pubblicata su L’Express n° 312 del 14 giugno 1957: come in altre occasioni, al di là dei temi toccati, sin dalle prime battute sarà Céline a condurre l’intervista, portandola sui binari di una vertiginosa invettiva che non dà – e soprattutto non chiede – quartiere. Andrea
Andrea Lombardi /
Nel 1947 Louis Ferdinand Céline, dopo aver appreso dallo scrittore Albert Paraz che Jean-Paul Sartre, nel suo Portrait d’un antisémite (apparso su Les Temps Modernes nel dicembre 1945, e nell’ottobre 1947 ripreso da Gallimard nel volume Rèflexions sur la Question juive), aveva scritto: “Se Céline ha potuto sostenere le tesi socialiste dei nazisti, è perché era pagato”, scriverà in risposta
Andrea Lombardi /
Lo Schloss Sigmaringen, residenza degli Hoehnzollern dall’anno Mille; il “Castello dei rifugiati”, politici, miliziani e intellettuali francesi Collaborazionisti, lì riparati nel 1944 dopo lo sbarco Alleato in Francia: tra loro Louis-Ferdinand Céline e Abel Bonnard, romanziere, saggista, membro dell’Académie Française e Ministro dell’Educazione a Vichy; condannato a morte e poi graziato, preferì restare esule e morì in Spagna nel 1968.
Andrea Lombardi /
In questa intervista del 1969 di Philippe Djian l’ultima moglie di Céline e sua fedele compagna, Lucette Almansor, tuttora vivente e custode dell’opera letteraria del marito, parla dei temi e della complessità della (ri)scrittura del romanzo Rigodon, della loro odissea dalla Germania sotto le bombe all’esilio danese, dell’ostilità di Sartre e dell’amicizia di Marcel Aymé e del suo Céline intimo.
Andrea Lombardi /
Primavera 1959 Quando si arriva davanti alla casa di Louis Ferdinand Céline a Meudon, la prima cosa che si nota è questa insegna: [Lucette Almansor, Danza Classica, NdC]. Lucette Almansor è la moglie di Louis Ferdinand Celine. Ha attraversato con lui una serie di sofferenze. Lei sa che è difficile vivere con un genio. Nascosta tra le foglie, c’è la