Lello Voce
Lello Voce (Napoli, 1957), poeta, scrittore e performer conosciuto in tutto il mondo, è stato tra i fondatori del Gruppo 93 e delle rivista Baldus. Tra i suoi libri e CD di poesia ricordiamo “Farfalle da combattimento”, “Fast Blood” e “L’esercizio della lingua”, mentre i suoi romanzi sono stati riuniti ne “Il Cristo elettrico”. Ha curato “L’educazione dei cinque sensi”, antologia del maestro del concretismo brasiliano Haroldo De Campos. Ha introdotto in Italia il Poetry Slam ed è tra i pionieri europei del nuovo incontro tra poesia e musica, come dimostrano gli spettacoli di spoken music tenuti in tantissime città italiane, europee, nelle Americhe e in Asia. E’ tra i fondatori del WPM (World Poery Movement).
Lello Voce su Satisfiction.me:
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Hai voglia a provare a far finta di nulla e a dimenticare che l’Ytaglia è l’Ytaglia e che qua tutto accade in certo modo che una volta si sarebbe definito sciatto e provinciale, almeno ogni volta che LorSignori del mainstream ci mettono le loro manacce sopra. Questa volta tocca alla video-poesia. Sono ormai almeno tre lustri che nel mondo si
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E’ stato pubblicato sul Giornale un lungo articolo di Pierfrancesco Borgia che, prendendo spunto dalla pubblicazione in Francia di A propos des chefs-d’oevre (Grasset) di Charles Dantzig, prova, secondo una formula-calco ahimè ben nota ed utilizzatissima dalla stampa specializzata italiota, a replicare il meccanismo, chiedendo a una serie di nuovi autori nostrani di killerare a loro volta grandi del passato.
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Breve e conciso. Le cose stanno così: ciò che avviene è che ogni volta che si prova a far presente a chi occupa la totalità della sfera semiotica poetica, che la poesia può darsi anche oralizzata, la reazione coatta che ne consegue è che costoro strillino come aquile accusando l’altro di voler costituire gerarchie, di voler escludere chi preferisce scrivere
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Che a criticare lo spoken word siano i poeti di derivazione simbolista, orfica, o crepuscolare c’è ovviamente poco da stupirsi. Anzi, da questo punto di vista, va loro riconosciuta la stessa coerenza che poi, platealmente, perdono quando, tenuti al guinzaglio dal proprio Narciso, salgono sul palco a pronunciare i loro versi. In un bellissimo saggio dedicato all’oralità in poesia, ormai
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Nessuno se la prenda a male, ma questa è davvero l’Italia dei ‘poetini’. A gettare uno sguardo a ciò che fanno la maggior parte dei poeti delle nuove e nuovissime generazioni, almeno quelli più ‘visibili’, viene lo sconforto. Mentre nel resto del mondo la poesia si avventura su strade nuove, tenta di ritrovare il senso della propria esistenza, ricollocandosi nel
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Il mutamento profondo e radicale che sta attraversando la poesia contemporanea, facendola rinascere come arte dell’orecchio, avrà indubbiamente più difficoltà ad essere recepito, compreso ed accettato se, accanto ai poeti, non saranno presenti i critici e gli storici. Come ho già avuto modo di sostenere sul Verri, il problema è, però, di categorie analitiche che mancano: i critici sono soprattutto,
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Nel nosocomio audio . . . . . . Tu che sei nell’alto di Sky, aiutami, Dottor Casa, fa’ che non mi caccino proprio ora che non ho più soldi, dal nosocomio, ormai mi sono affezionato, disinvestirò altri soldi ma tu aiutami, Dottor Casa, assistimi durante la colonscopia che ho domani, ho paura, è la terza, ti mettono
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Gabriel Ferrater (1922-1972) è un grande poeta catalano. In Italia non è molto noto. Anzi, credo sia poco conosciuto perfino dai poeti. In Catalogna e in Spagna Ferrater è un poeta di culto, tanto da essere diventato, a causa della sua prematura scomparsa (a 35 anni, in un café di Plaza Prim, a Reus, aveva confidato a un amico, Jaime
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Adriano Padua è nato a Ragusa nel 1978. Vive a Roma. Ha pubblicato varie opere tra le quali Le Parole Cadute (d’if, 2009) e La presenza del vedere (Polimata, 2010). Lavora nel campo della comunicazione e e esegue i suoi testi con la collaborazione di dj e musicisti. . . ti porto questo fiore sanguinante sbocciato sul finire nel perdersi
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Elisa Biagini vive in Italia dopo aver studiato e insegnato negli Stati Uniti per vari anni. Sue poesie sono uscite su varie riviste e antologie italiane, americane e non solo (fra le più recenti Nuovissima poesia italiana Mondadori, 2004; Parola plurale Sossella 2005). Ha pubblicato sei raccolte poetiche, alcune bilingui, fra cui L’Ospite (Einaudi, 2004), Fiato. parole per musica (Edizionidif,
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José Ángel Valente (1929-2000) è uno dei più importanti poeti spagnoli della seconda metà del XX secolo. Dal 1955 inizia il suo esilio volontario che lo porterà prima ad Oxford e dal 1958 a Ginevra, dove morirà. Poeta antiretorico e antisentimentale, vicino per vocazione profonda all’opera di San Juan de la Cruz e alla mistica europea, ebraica ed araba, il
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Bernardo Atxaga (Joseba Irazu Garmendia, Asteasu, Guipúzcoa, 1951), poeta, scrittore, sceneggiatore per il cinema, autore di drammi teatrali e libri per bambini, è certamente uno tra i più noti autori baschi contemporanei e fa parte del gruppo di giovani intellettuali che durante gli anni 70 iniziarono a scrivere di nuovo le loro opere nella loro madrelingua, l’Euskera. E’ tradotto in
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Simonelli (Firenze, 1979) ha pubblicato Sesto Sebastian (2004), Palinsesti (2007), Will(2009) e L’estate sta finendo (2011). Suoi testi sono in uscita nell’ XI quaderno di poesia italiana (Marcos y Marcos). Per Black Sun Productions ha scritto i testi di Hotel Oriente (anarcocks.com, 2010). È solo perché voglio la festa In municipio vestiti da black block: se avessimo imparato
Claudio Calia, Lello Voce /
Gerald Manley Hopkins , (Stratford, 28 luglio 1844 – Dublino , 8 giugno 1889) , gesuita inglese e poeta geniale, fu capace con il suo ‘sprung rythm’ di rinnovare profondamente la lirica anglosassone e soprattutto di iniziare un nuovo cammino di oralità in poesia. Si può considerare uno dei poeti più audacemente sperimentali della letteratura inglese. Fu ritenuto dalla critica
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Lettre rock 2’02” 1957 Lettre rock 2’02” 1957, da Maurice Lemaître présente le Lettrisme, Columbia records, Parigi, 1958. Courtesy Archivio 3ViTre di Polipoesia www.3vitre.it Lemaître è artista di punta del Lettrismo, attraverso il quale intende operare una totale ricostruzione dell’empireo poetico, basandolo sulla voce umana come unico elemento sonoro senza confondere questa ricostruzione con l’aspetto formale
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Canal Street n.3 1973-76 .. Bernard Heidsieck, estratto di 58” da Canal Street n.3 1973-76, in Voooxing Poooêtre, international sound poetry, a cura di Enzo Minarelli, ottobre 1982. Courtesy Archivio 3ViTre di Polipoesia www.3vitre.it L’estratto ha sapore storico, primo perché compendiato in un LP esaurito da tempo, e meta agognata di collezionati continuamente tesi a stanarlo in qualche
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Nato nel 1921 a Radomsko, un piccolo villaggio sulla linea ferroviaria Varsavia-Vienna, questo poeta polacco, appartato e distante dalla società letteraria della capitale, è stato un grande testimone della seconda metà del XX secolo. La cosa più importante che si può dire su Różewicz è che egli, rispetto a Celan – poeta che in Italia, a differenza di Różewicz, è
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Massimo Rizzante (1963) è poeta, saggista e traduttore. Ha fatto parte dal 1992 al 1997 del “Seminario sul Romanzo Europeo” diretto da Milan Kundera. Insegna all’Università di Trento e alla Tokyo University of Foreign Studies. Ha pubblicato le raccolte di poesia Lettere d’amore e altre rovine (Biblioteca Cominiana, 1999) e Nessuno (Manni, 2007) e la novella Ricordi della natura umana
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Il fiore inverso Ar resplan la flors enversa (Raimbaut D’Aurenga) È dal riflesso che nasce la luce dalla vena il sangue dalla pulsazione ogni cuore dall’inverso che crea ciò che non è generato il mai nato tutto ciò che ogni giorno è rinviato l’ultimo fiato e ciò che ormai è stato consumato ricorda di non
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ragazzi io li ho visti ho visto oswald de andrade il padre antropofago nel 49 abbandonato su una sedia a dondolo leggeva il tropico del cancro di henry miller (la rosa degli alkmin maria antonieta lo coccolava mentre lui frantumava con il martello di nietzsche testarde teste di diamante ho visto ezra pound nel 59 in via