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Silvia Castellani foto castellani 1

Nata a Rimini nel 1978. Dopo la laurea in giurisprudenza ha collaborato con il quotidiano La Voce di Romagna e alcuni uffici stampa diventando giornalista pubblicista. È fotografa per passione e “Tecnico addetto alla gestione e al marketing delle infrastrutture del loisir” avendo frequentato la Scuola superiore del loisir. Si è cimentata nel racconto noir, arrivando in finale al MystFest per due edizioni consecutive, nel 2011 e 2012; ha provato col romanzo e sono nati “Bene o male (?) non è un caso” firmato con lo pseudonimo Vera Mente e “Il Mistero dei due elefanti”. Ha collaborato con alcuni blog nell’ideazione e la cura di rubriche di parole e fotografie, come “Luci di viaggio” sul blog delle Edizioni Noubs e “Le nuvole che sono” sul blog Fara Poesia. Attualmente è impegnata con il progetto fotografico “Rosarium”. Dal 2008 tiene un blog personale (silviacastellani.it) dove pubblica fotografie e scritti.

Silvia Castellani su Satisfiction.me:

Ho fatto un sogno anch’io
Silvia Castellani /

Ho fatto un sogno anch’io

Ho sognato che le persone avevano smesso di sognare, poi ho sognato che quelle stesse persone senza i loro sogni si erano sgretolate. Ma anche da polvere continuavano a chiedersi fra di loro come era stato possibile che avessero perso la capacità di sognare. Ho sognato che non c’era più ombra di cemento, che i bambini correvano scalzi sui prati

Philippe Delerm. Il Tour de France
Silvia Castellani /

Philippe Delerm. Il Tour de France

Piccoli piaceri della vita, come la prima sorsata di birra, il profumo delle mele in cantina o il giornale della prima colazione, da leggere nella quiete più perfetta, avvolti dall’aroma del caffè… Ancora: conversare attorno a un tavolo sgranando i piselli, sentire le notizie in auto, leggere sulla spiaggia, telefonare da una cabina, pratica quest’ultima appartenente a un tempo andato,

Alejandro Jodorowsky. Psicomagia
Silvia Castellani /

Alejandro Jodorowsky. Psicomagia

Torniamo alle origini della psicomagia e alla tua attività di specialista nella lettura dei tarocchi. In che cosa consisteva? Consideravo i tarocchi un test proiettivo che mi permetteva di individuare i bisogni di una persona e di localizzare la radice dei suoi problemi. Com’è noto, il mero fatto di portare alla luce una difficoltà inconscia, o ignota, è già un

Leonard Cohen. Confrontiamo allora i nostri miti
Silvia Castellani /

Leonard Cohen. Confrontiamo allora i nostri miti

              FOLK SONG   The ancient craftsman smiled when I asked him to blow a bottle to keep your tears in. And he smiled and hummed in rhythm with his hands as he carved delicate glass and stained it with the purple of a drifting evening sky. But the bottle is lost in a

Nicola Vacca. Il terrore di essere poeta
Silvia Castellani /

Nicola Vacca. Il terrore di essere poeta

Il terrore di essere poeta Le poesie che scrivo non mi salveranno. È quella negazione l’inchiostro che versa il sangue delle parole sulle ferite aperte della pagina. Tra tutte le negazioni quella che preferisco è la poesia. La poesia che non salva e che mi fa amare il terrore di essere poeta. Mancano comizi d’amore C’è modo e modo di

Roberto Benigni. La tigre e la neve
Silvia Castellani /

Roberto Benigni. La tigre e la neve

SCENA 58 A   Finito il lungo muro, i due si trovano davanti, d’improvviso, l’immensa lavagna del cielo. Il firmamento si apre in tutta la sua magnifica, imponente estensione. È il cielo notturno, inzeppato di stelle, vicine e lontanissime, alcune delle quali baluginano dolcemente.   ATTILIO Madonna, che cielo! FUAD Il cielo di Baghdad è il guanciale della notte. La

David Foster Wallace. Piccoli animali senza espressione
Silvia Castellani /

David Foster Wallace. Piccoli animali senza espressione

È il 1976. Il cielo è basso e pieno di nubi. Le nubi grigie sono bitorzolute, increspate e lucenti. Il cielo ha un aspetto cerebrale. Sotto il cielo c’è un campo, nel vento. A lato del campo corre un’autostrada pallida. Passano un sacco di macchine. Una delle macchine si ferma sul bordo dell’autostrada. Una giovane donna con il viso floscio

Omaggio a Raymond Carver
Silvia Castellani /

Omaggio a Raymond Carver

SUNDAY NIGHT Make us of the thinks around you. This light rain Outside the window, for one. This cigarette between my fingers, These feet on the couch. The faint sound of rock-and-roll, The red Ferrari in my head. The woman bumping Drunkenly around in the kitchen… Put it all in, Make use. DOMENICA SERA Metti a frutto le cose che

Erri De Luca. Il giorno prima della felicità
Silvia Castellani /

Erri De Luca. Il giorno prima della felicità

Scoprii il nascondiglio perché c’era finito il pallone. Dietro la nicchia della statua, nel cortile del palazzo, c’era una botola coperta da due tavolette di legno. Mi accorsi che si muovevano quando ci misi i piedi sopra. Mi prese paura, recuperai la palla e sgusciai fuori tra le gambe della statua. Solo un bambino smilzo e contorsionista come me poteva

Trita provincia. Intervista a Max Manfredi
Silvia Castellani /

Trita provincia. Intervista a Max Manfredi

Goffredo non ha letto, oggi: ha passato il dì – ogni tanto lo fa – intento a copiare un libro che nessuno leggerà mai. Un momento! Non che abbia amici così schizzinosi e triviali da non apprezzarlo; solo, usa quell’inchiostro che compri nelle botteghe degli scherzi e sparisce dopo pochi minuti, senza lasciar tracce sul foglio. Intorno a lui, preso

Amo troppo la vita per riuscire a viverla. Intervista a Lorenzo Raffaini
Silvia Castellani /

Amo troppo la vita per riuscire a viverla. Intervista a Lorenzo Raffaini

Già da piccolo soffrivo di malinconia. Attorno ai quindici anni mi assaliva a settembre, quando gli amici delle vacanze se ne tornavano in città. Le prime settimane stavo male a tal punto che quando ero da solo piangevo. Poi la scuola e il resto mi incanalavano di nuovo nella normalità. È difficile descrivere la malinconia, cosa provoca. Su di me

Lorenzo Cherubini. Gratitude
Silvia Castellani /

Lorenzo Cherubini. Gratitude

Gratitude è un libro sincero dove Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti racconta i suoi primi venticinque anni di carriera o per meglio dire, alcuni dei principali episodi di vita e musica che hanno caratterizzato la sua storia d’artista, iniziata col fare i dischi “che era ancora tutto analogico” come ricorda lo stesso Lorenzo nel libro, scritto quasi come fosse uno

Incontro con Marco Anzovino. Le strade sono ancora di tutti
Silvia Castellani /

Incontro con Marco Anzovino. Le strade sono ancora di tutti

LIDO DI VENEZIA, ORE 4:17 Non c’è una regola, un protocollo da seguire, una ricetta universale che valga per ogni utente della Comunità. Il caso di Rosario, che ha scardinato le convenzioni, è emblematico in questo senso. Qui si naviga a vista, senza bussola e senza una rotta definita da una mappa. Si tenta l’esplorazione come ignari Cristoforo Colombo. La

Metropoli, memoria, Pasolini. Conversazione con Massimiliano Santarossa
Silvia Castellani /

Metropoli, memoria, Pasolini. Conversazione con Massimiliano Santarossa

Le lancette dell’orologio dicono che è l’una e mezzo. Sono fuori. Guardo il cielo. La notte d’inverno ha qualcosa di unico. Il cielo coperto dalle nuvole è di un nero speciale, è un cielo alto. Così profondo che ci perdi anche i sogni. Non ci sono stelle, nemmeno un minimo bagliore di luna. Nulla. Vorrei smarrirmi lassù, smarrirmi per sempre

Gino Strada e i Pappagalli verdi
Silvia Castellani /

Gino Strada e i Pappagalli verdi

Dalla prefazione: “Questi fiori metallici (le mine antiuomo, ndr) dell’infinita infamia umana, lacerano, accecano, sbrindellano, cancellano parti di vita, creano voragini di antimateria, progettano il non-uomo. Ma è proprio in quelle assenze di carne, di vita, di luce, che l’umanità esprime la sua intimità più lancinante. In quei luoghi umani violati e negati, I Gino Strada costituiscono l’umanità possibile del

Nuova Vandea. Intervista a Gian Ruggero Manzoni, Sebastiano Andernò, Marco Baj
Silvia Castellani /

Nuova Vandea. Intervista a Gian Ruggero Manzoni, Sebastiano Andernò, Marco Baj

Mentre attraverso questa terra desolata che non restituisce più alcun suono e non è rischiarata dalle luci delle città, perché non ci sono più respiri reali ad alimentare la vita, ripercorro incessantemente i cinque assi per confrontarli con percezione e intuito e indagare la realtà. Affinché sia condotto nella via della morte e nella via della vita e così prevedere

Dario Fo. Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri
Silvia Castellani /

Dario Fo. Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri

Le canzoni di Dario Fo, inserite nei suoi spettacoli dei quali rappresentano a loro volta un momento di autentico spettacolo, con le varie funzioni di prologo o didascalia, seguono il percorso generale del loro autore, passando da quelle di gioco fantastico, per arrivare, attraverso la satira politica, a quelle in cui vivono i sentimenti di una cosciente lotta di classe.

Federico Roncoroni: Ave, Maria
Silvia Castellani /

Federico Roncoroni: Ave, Maria

In verità, dire che, quando recito le mie preghiere, prego è dire niente e tutto: non è sbagliato e non è neppure corretto. Di fatto, prego come so e come posso, e ormai non so e non posso fare diversamente, perché nel corso degli anni sulle quattro preghiere in cui mi cimento si è depositata una tale quantità di materiali

Dominique Lapierre: La città della gioia
Silvia Castellani /

Dominique Lapierre: La città della gioia

A dispetto del nome, la città della gioia è uno dei più antichi slum di Calcutta. “Non si sa se per incoscienza o per sfida, il padrone della fabbrica di iuta che agli inizi del secolo aveva alloggiato gli operai su quel terreno acquitrinoso infestato dalle febbri, aveva battezzato il luogo Anand Nagar, la ‘Città della gioia’.” Si legge così

Bob Dylan: Blowing in the wind
Silvia Castellani /

Bob Dylan: Blowing in the wind

Quando scrive “Blowing in the wind”, Dylan è un giovanissimo cantastorie del Minnesota, pur già cosciente dei problemi e dei cambiamenti in atto nella società in cui vive. Si interroga su temi esistenziali e nel ritornello della canzone, rivolto ad un amico ipotetico, dà una risposta che è un richiamo alla speranza: la risposta esiste, e arriverà, basterà un soffio