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Recensioni Autore: Laura Costantini, Loredana Falcone / / pp. 326 / € 15

Il destino attende a Canyon Apache

Recensione di Margi De Filpo
Il destino attende a Canyon Apache

Il destino attende a Canyon Apache è un romanzo western scritto a quattro mani da Laura Costantini e Loredana Falcone. La scena si apre nel 1870, la giovane Kerry Roderyck, nobildonna sudista che ha perso tutto dopo la Guerra di Secessione, è in viaggio per raggiungere Fort Union e un uomo che disprezza, l’unico disposto a sposarla senza dote. La diligenza viene attaccata dagli indiani e uno dei postiglioni porge a Kerry la pistola affinché la donna possa uccidersi per tutelare il suo onore e non cadere nelle mani dei selvaggi. Ma Kerry non ha alcuna intenzione di morire. Fra sparatorie, assalti, scontri violenti e pregiudizi difficili da superare, si sviluppa una trama dall’intreccio complesso in cui le strade delle due protagoniste, Kerry e Shanandoah, principessa indiana mezzosangue, si incontrano continuamente. Il destino attende a Canyon Apache è un romanzo scorrevole, la ricostruzione storica approfondita e le scene d’azione ben costruite danno un ritmo veloce alla narrazione, arricchendola di molti particolari curiosi sugli usi e costumi dei nativi americani. I personaggi, in particolare i due protagonisti maschili – David, “Coda che Suona”, e Daniel, “Occhi d’Inverno” – hanno una psicologia complessa e interessante. Ma è anche un romanzo molto carico di pathos, a volte troppo, in cui le caratterizzazioni e le dicotomie sono esasperate,  l’amore vince sempre e il più temibile dei cattivi finisce per diventare un eroe romantico per amore. Eppure, nonostante in alcuni momenti la storia si tinga eccessivamente di rosa, grazie ai dialoghi, essenziali ed efficaci, appare credibile anche la più improbabile delle storie d’amore. Laura e Loredana hanno scritto un buon romanzo d’intrattenimento e, al di là delle critiche che si possono muovere alla scelta del genere e all’eccesso di pathos, hanno un vero merito: aver osato. In un periodo storico in cui i western non hanno un pubblico numeroso e l’amore è spesso assente o strumentale, hanno provato a raccontare un amore assoluto, totalizzante e impossibile, di quelli che solo un romanzo è in grado di regalare.