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Recensioni Autore: T.S. Eliot / Book Editore / pp. 144 / € 14

La terra desolata. Quattro quartetti

Recensione di Nicola Vacca
La terra desolata. Quattro quartetti

Carlo Franzini ha dedicato una vita intera all’insegnamento universitario. Nel 2002 pubblica  Il codice di Smirne, la sua prima opera in versi. Libro singolare e unico perché l’amore del professore bolognese per la poesia contiene un originale lezione di metodo compositivo che principalmente nasce dalla frequentazione per lunghi anni della poesia degli altri. Da autodidatta, Franzini si è dapprima dedicato alla traduzione  di poeti come Ezra Pound, Auden, Antonio Machado, Paul Eluard. Nei suoi libri successivi , come nel primo, il poeta accanto ai suoi versi ha dato sempre conto della sua attività di traduttore. Leggendo, per esempio, il suo Traduzioni (Book editore 2011) si può sicuramente parlare di  traduttore divenuto poeta. In questo libro Franzini raccoglie per la prima volta  le traduzioni inedite  insieme ad altre già apparse in volumi e riviste letterarie. Adesso, sempre per i tipi  Book editore, il poeta bolognese dà ampiamente conto del suo smisurato amore per la grande poesia di T. S.Eliot e ci regala un’ importante traduzione di La terra  desolata e dei Quattro Quartetti. Franzini riesce a cogliere  la reale contingenza di Eliot, poeta che sa stare nelle cose con una straordinaria aderenza al vero che difficilmente si può smentire. Eliot secondo Franzini aggiunge un tassello fondamentale alla conoscenza  nella nostra lingua della complessa poesia dell’autore angloamericano. Il traduttore “lavora a togliere”, scarnifica le parole fino all’essenziale usando un italiano spontaneo, fluido e echeggiante che riproduce fedelmente il ritmo originale della poesia di Eliot. Questa versione di La  terra desolata e Quattro quartetti è una prova eccellente  di “scrittura tradotta”che possiamo affiancare a quella di Roberto Sanesi che ancora oggi resta senza alcuna remora il più importante traduttore dell’opera eliotiana. Franzini non sfigura accanto a Sanesi  perché la sua scrittura poetica partecipa in profondità, scava e consente di individuare una forma del tradurre che diventa un dialogo a più voci tra la poesia  e i poeti amati. Rosa Maria Bollettieri Bosinelli scrive nell’introduzione: “ Non deve stupire  quindi la naturalezza con cui Franzini legge in italiano La terra desolata e i Quattro Quartetti, compiendo il miracolo di tradurre uno dei poeti più difficili del Novecento con la fluidità del suono e del senso che trasmette la grandezza dell’originale e la maestria del traduttore”. Di questa lettura personale e indimenticabile di Eliot resterà traccia perché Carlo Franzini è un poeta vero che ha pensato, scritto e tradotto sempre e soltanto per amore della poesia.