Storia dei media in Italia dall’età liberale alla seconda guerra mondiale
C’è stata una “rete” capace di mettere in collegamento il mondo molto prima di internet. «L’intera superficie del paese – sosteneva infatti Samuel Morse nel 1873, a proposito del telegrafo e degli Usa – sarà solcata da quei nervi che hanno il compito di diffondere, alla velocità del pensiero, la conoscenza di tutto quello che accade in tutto il territorio, cosa che trasformerà l’intero paese in un unico grande quartiere»: ecco le fondamenta della contemporanea comunicazione di massa.
Il libro di Andrea Sangiovanni ripercorre, in un continuo confronto con i modelli internazionali, la nascita e l’evoluzione in Italia di un sistema dei media fondato sulla parola e l’immagine. Parole scritte e lette, attraverso l’industria del libro e della stampa quotidiana e periodica, ma anche ascoltate, attraverso gli strumenti per la riproduzione meccanica del suono e la radio. E immagini, che occhieggiano ammiccanti dai manifesti suggerendo nuovi consumi, o che vengono disegnate dalla luce, dalla “matita della natura”, come uno dei primi sperimentatori, W. H. Talbot, definiva la fotografia. O, ancora, che iniziano ad animarsi nelle sequenze fotografiche di Muybridge e stupiscono il mondo con i primi rulli cinematografici dei fratelli Lumiére. Intrecciando prospettive diverse – dalla storia della tecnologia a quella sociale, dalle trasformazioni dei linguaggi alla costruzione dei pubblici – prende forma, in queste pagine, la prima ricostruzione del lungo processo di formazione del sistema delle comunicazioni di massa nel nostro paese.
Andrea Sangiovanni è ricercatore di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università di Teramo. È autore di Tute blu. La parabola operaia nell’Italia repubblicana (Donzelli, 2006).

