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Recensioni Autore: A.A.V.V. / Utet / pp. / €

Quello che hai amato

Recensione di Marina Bisogno
Quello che hai amato

Violetta Bellocchio, scrittrice che ancora fa parlare di sé per il suo memoir “Il corpo non dimentica” e ideatrice del portale per storie nonfiction al femminile, ha curato per i tipi di Utet un’antologia. Si chiama “Quello che hai amato” e raccoglie undici storie vere, compresa la sua. Non si tratta della trasposizione su carta dei contributi delle autrici che ruotano regolarmente intorno a quello che può dirsi un collettivo letterario postmoderno. Piuttosto, Violetta ha chiesto a Nadia Terranova, Giusi Marchetta, Claudia Durastanti, Giuliana Altamura, Mari Accardi, Raffaella Ferré, Flavia Gasperetti, Carolina Crespi, Serena Braida e Chiara Papaccio di raccontarle quello che amano. Il risultato è una raccolta di inediti che rispondono ad un unico imperativo: dire la verità, nient’altro che la verità. Scritto dopo scritto, queste autrici italiane under 40 tracciano una mappa. Il territorio da scoprire è quello di giovani donne un tempo disilluse, annoiate, insofferenti o lontane da tutto e oggi ironiche, più forti, viaggiatrici, per scelta o per necessità. Amano il loro passato, soprattutto. Attimi o eternità in cui hanno imparato ad amare, a stare al mondo, a difendere certi pezzetti di loro stesse, anche se non lo credevano possibile, anche se cinque, sei anni fa pensavano che fosse irrilevante. Quest’antologia è il riflesso di una generazione, tra passioni artistiche e idiosincrasie. Il sentimento dominante è la grinta, la voglia di farcela, nonostante certe difficoltà, più o meno gravi. Messina, Bari, Napoli, Londra, New York, Milano sono i luoghi che ritornano, geografie di anime e di pensieri. I dettagli fanno la differenza. Ci sono le scogliere, i vicoli, i semafori, i palazzoni di periferia, le mille luci di città agognate, scenari imprescindibili e che sono pezzi di cuore. Queste ragazze, coetanee o poco più grandi, non si sono arrese e propongono la loro ricetta: prendere a morsi l’esistenza, uscire allo scoperto, per quanto possibile, cercando di non farsi troppo male. Metterci la faccia. Leggerete e sceglierete le vostre penne preferite (le mie, per varie ragioni, sono Nadia Terranova, Giuliana Altamura, Raffaella Ferré, Carolina Crespi, Giusi Marchetta e Claudia Durastanti). “Se esiste un collegamento tra queste scrittrici italiane, è il forte senso dell’identità̀ individuale: la maniera in cui sta sempre cambiando, unita alla consapevolezza che alcune parti di noi, nel bene e nel male, sono destinate a farci compagnia per molto tempo” spiega Violetta Bellocchio. L’antologia esce domani 8 Settembre e non resta che augurarvi buona lettura, con la certezza che anche in Italia la nonfiction ha guadagnato la sua dignità.