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Recensioni Autore: Filippo Nicosia / Giunti / pp. / €

Un’invincibile estate

Recensione di Nicola Vacca
Un’invincibile estate

La Giunti sta pubblicando la migliore narrativa italiana e soprattutto sta scoprendo una nuova generazione di scrittori davvero notevoli.

Proprio in questi giorni arriva in libreria Un’invincibile estate, l’esordio nel romanzo di Filippo Nicosia.

Il trentaquattrenne scrittore messinese ambienta in Sicilia e nella sua Messina la storia problematica di Diego, giovane studente di Lettere appassionato di letteratura e di cucina legato in un rapporto di amore e odio con un padre violento.

Diego è nato il 23 maggio del 1992, lo stesso giorno in cui a Capaci venne trucidato Giovanni Falcone. Egli sente su di sé il peso di una terra difficile in cui tutto muore ogni istante.

Pochi giorni prima del suo compleanno Diego torna a casa dal lavoro e trova il padre morto per un ictus.

Questo grave episodio lo proverà, spazzando via dalla sua esistenza ogni tipo di certezza, e darà inizio a una serie di cambiamenti radicali che lo porteranno a scelte inderogabili.

La morte del padre aprirà i cassetti della memoria familiare e dal nulla spunterà un fratello che il padre aveva allontanato da Messina quando lui era ancora bambino.

Intanto è arrivata l’estate, che l’autore definisce invincibile citando uno dei pensieri più belli scritti da Albert Camus.

Quell’estate messinese Diego la vivrà senza alcuna tregua. Il protagonista si troverà a vivere in prima persona la perdita della sua innocenza e della sua verginità. «Una volta che l’estate prende possesso del calendario è difficile far scandire il tempo dei giorni. È difficile sentire che questa indiscriminata quiete non sia una sorta di malattia della volontà». È proprio Diego con queste parole a raccontare l’intrigo suggestivo in cui si troverà coinvolto.

Filippo Nicosia per il suo esordio si affida al romanzo di formazione e nel dipingere e raccontare la vita e complicazioni di Diego, che qui non riveliamo per non togliere al lettore il piacere della scoperta, ricorre una scrittura dalle tinte forti, una bella scrittura che è capace di catturare chi legge.

I lettori si troveranno immersi nelle pagine di questa invincibile estate messinese e saranno davvero dispiaciuti quando chiuderanno questo libro.

Questo è un romanzo che non si legge ma si divora. Filippo Nicosia è stato bravissimo con la sua scrittura avvincente a inventare un personaggio straordinario che si lascia travolgere dalle sue passioni e nei confronti della sua terra mostra un consapevole amore e odio. Un sentimento controverso che alla fine di quell’estate unica lo porterà a prendere una decisione irrevocabile.

Sono toccanti e crudeli le pagine di Filippo Nicosia che ci conducono nelle infinite variazioni di un romanzo siciliano in cui troviamo Vincenzo Consolo, Stefano D’Arrigo e Leonardo Sciascia, che della sua Sicilia ne ha fatto una metafora del nostro tempo capace di offrire la rappresentazione di mille problemi e contraddizioni non solo italiani ma europei.

Nicola Vacca